Perchè gli autori continuano a volere gli editori

Consiglio vivamente la lettura di questo post di Emily Williams. Semplice e chiaro, descrive il contesto nel quale si vanno ridefinendo le regole che stabiliscono la relazione autori-agenti-editori.

The argument goes something like this: in entering the ebook world we’re moving from the most stable and mature market for creative works that exists — the 500-year-old print book market — into the vast unknown. It makes no sense to demand that an author turn over rights to the publisher for the rest of his or her life plus 70 years when no one can tell what the market might look like 10 or 20 years from now. On the other hand, if the agent is too aggressive limiting what rights are granted with an eye to what might happen in the future, the publisher has no room to experiment and innovate.

One approach is a generous rights grant limited by clauses that force a renegotiation after a few years or in the event of a general market shift, and many agents are now doing this.  But this approach fails to contemplate the possibility that ebooks may provoke severe disruption in the market causing publishers and booksellers to crack under the pressure of disappearing margins, remaking the book world in the ebook’s image, on an altogether less physical plane, and leaving the path a book takes from author to reader unalterably changed.


Quindi, la chiave è trovare il giusto compromesso che consenta all'autore di disporre della flessibiltà che un mercato in cambiamento richiede e all'editore di poter continuare ad avere convenienza ad investire sull'autore. Le variabili sui cui si è incominciato a lavorare sono il tempo (contratti di due, tre anni per il digitale) e lo scorporo dei diritti (al momento attuale soprattutto amendments ai contratti esistenti, ma presto nuovi contratti ad hoc).

A mio modo di vedere, l'uscita (e il rientro) di Wiley dai ranghi dell'establishment editoriale avrà ricadute anche sui contratti prossimi venturi: la pubblicazione in prima battuta, la backlist e il digitale saranno un giorno oggetto di contratti distinti, con profonde conseguenze sulla struttura del mercato. Per ora ci sono scricchiolii, piccoli cedimenti presto rimessi al loro posto. Domani sarà diverso; e domani sarà, come dice Emily nel suo post, quando il peso degli ebook nell'industria supererà la soglia che metterà in crisi la struttura dei costi del libro cartaceo.

Emily butta sul tavolo anche un altro argomento: gli editori digitali stanno proponendo, accanto a nuovi modelli di business, nuove forme contrattuali. Cioè: l'innovazione dell'industria passa anche dai contratti. Cioè: gli autori sono disponibili alla sperimentazione, all'innovazione insieme agli editori; basta proporgliela a condizioni che vadano bene per tutti.

Siamo così convinti di questa affermazione, che il modello editoriale che proponiamo in 40k si basa appunto su alcune innovazioni contrattuali: diritti digitali mondiali per 3 anni con autori che sono interessati al formato (short stories e saggi brevi), alla pubblicazione in contemporanea in tutto il mondo in più lingue e alla sperimentazione di nuovi canali distributivi (oltre che su bookrepublic, siamo attivi su smashwords, abbiamo inaugurato goodreads, stiamo lavorando con cursor e presto incontreremo kobo).

Ebbene sì, molti autori vogliono l'innovazione editoriale. Abbiamo davanti a noi anni bellissimi e molto divertenti.

Commenti

2 commenti per "Perchè gli autori continuano a volere gli editori"
  • @, 30/08/2010 18:34

    Salve, sono roberto amministratore del blog http://linuxfreedomforlive.blogspot.com intanto complimenti per il blog sono appena diventato fans del tuo sito nella tua pagina facebook volevo chiederti se potevi contraccambiare la mia pagina la trovi http://www.facebook.com/pages/LinuX-Freedom-for-Live/290943601160 ciao
  • @, 29/08/2010 13:51

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