Ebook in prestito: ha senso restituirli?

Qualche settimana fa, Penguin ha annunciato di aver disdetto l'accordo con OverDrive, la piattaforma di distribuzione che consente alle biblioteche (americane e non) di gestire il prestito di ebook. OverDrive non avrebbe comunicato ai retailer (in particolare ad Amazon) la necessità di avere un autorizzazione specifica da parte di Penguin per il prestito: l'utente di una biblioteca in possesso di un Kindle (o di un altro device) che richiedeva un prestito, lo riceveva di fatto da Amazon senza che OverDrive riuscisse a tracciarlo e a trasferire le informazioni a Penguin. Oltre a Penguin, anche i bibliotecari, com'era ovvio aspettarsi, non l'hanno presa bene.

In realtà, la discussione sul prestito di ebook parte da molto più lontano e ci sono altre motivazioni che spingono gli editori a un'estrema prudenza. In particolare:

A key issue that arose in each meeting is the degree to which “friction” may decline in the ebook lending transaction as compared to lending print books. From the publisher viewpoint, this friction provides some measure of security. Borrowing a print book from a library involves a nontrivial amount of personal work that often involves two trips—one to pick up the book and one to return it. The online availability of e-books alters this friction calculation, and publishers are concerned that the ready download-ability of library ebooks could have an adverse effect on sales.

Questo è stato detto durante un recente incontro tra l'Associazione delle Biblioteche Americane e i grandi editori; personalmente, lo trovo imbarazzante.

Se non altro, per questa ragione: gli editori continuano a pensare che imporre una fatica ai lettori per avere accesso a un libro (letteralmente: "prendere in prestito un libro stampato da una biblioteca richiede un lavoro personale non banale che spesso implica due viaggi - uno per prendere il libro e l'altro per restituirlo") rappresenti una forma di legittima protezione verso usi illegali o impropri del contenuto.

Non solo penso che questo atteggiamento da parte degli editori sia profondamente errato (anzi, suicida); credo piuttosto che il prestito degli ebook rappresenti una grande occasione che gli editori hanno per esplorare nuove strade di relazione con autori e lettori.

Un libro stampato deve essere reso alla biblioteca per consentire ad altri lettori di prenderlo e leggerlo; con un ebook questo non è necessario. E allora, perchè prevedere una forma di restituzione? Perchè fare in modo che Adobe DRM spenga il file dopo una certa data? I casi sono due: se chi prende a prestito l'ebook ha cattive intenzioni, saprà crackare (da solo o aiutato da un amico) qualsiasi DRM e 14 giorni sono un tempo decisamente comodo per farlo; se, invece, chi lo prende in prestito lo vuole semplicemente leggere continuerà a conservarlo nella propria libreria. L'importante è che la biblioteca acquisti il libro dall'editore e lo possa prestare  solo a un lettore alla volta; e che possa attivare un nuovo prestito solo decorso un termine stabilito.

Ripeto e sottolineo. Le biblioteche possono essere un partner molto prezioso per gli editori che vogliono sperimentare forme innovative di relazione diretta con il lettore.

Un editore con il quale ho discusso di questo argomento ha aggiunto un pezzo a questo ragionamento che mi sembra bellissimo. E perchè non chiediamo al lettore che prende in prestito un libro una cifra molto piccola (si parlava di 10, 20 centesimi) che diamo direttamente all'autore? L'autore vedrebbe riconosciuto e remunerato il suo diritto e il lettore sarebbe indotto a riconoscerlo.

Ci sono, in giro, editori rivoluzionari.

Commenti

Nessun commento.

Solo gli utenti registrati a Bookrepublic possono scrivere recensioni agli ebook.
Effettua il login o registrati!