La mente accresciuta

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Quarta di copertina


Come ci stanno cambiando le tecnologie? Come cambiano il rapporto tra noi e il modo in cui pensiamo? Che cos'è la mente accresciuta?«La mente accresciuta», ci spiega De Kerckhove, «è l’espansione e l’accelerazione della mente del singolo, certo, ma è anche una formazione spontanea di un aggregato di menti, che svolgono diverse funzioni cooperative per realizzare miriadi di obiettivi corali e iniziative. La mente accresciuta non è affatto una mente collettiva, è solo connettiva. Si connette senza vincolarsi. Internet, la rete, è un’estensione della mia mente, ma io sono ancora padrone di me stesso. Non sono un nodo come un altro di una mente globale».Un saggio illuminante per cominciare ad esplorare il modo in cui ci muoviamo nel nuovo mondo della conoscenza.

2 commenti a "La mente accresciuta"

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  • @pandemia, 18/01/2011 17:37

    Derrick de Kerckhove offre un breve saggio a chi non ha avuto modo di ascoltarlo recentemente dal vivo. Un condensato di riflessioni sull'evoluzione della nostra mente in una società in cui la tecnologia è sempre più pervasiva e i mezzi di comunicazione diventano personali e sono sempre con noi. Una immersione totale che ha conseguenze reali sulle opportunità di comprendere il presente, di relazionarsi con il prossimo, di ragionare con un insieme di informazioni vasto e in espansione. La mente accresciuta è la nostra mente in contatto con la conoscenza condivisa della rete, che la espande e la arricchisce. Da non perdere!
  • @melamela, 04/01/2011 15:05

    Abituata alle analisi di connettivismo di S.Downes e G.Siemens trovo molto interessante questa che fa De Kerchove partendo dal linguaggio e dalle sue rappresentazioni nell'intreccio dei passaggi antropologici della nostra civiltà, soffermandosi in particolare su quella greca e dei significati, vecchi e nuovi, di 'mythos' e 'logos'. L'autore, inoltre, pone l'accento sulla netta distinzione tra i termini "collettivo" e "connettivo" indicando quest'ultimo come capace di riappropriarsi del corpo come modalità di apprendimento non assimilabile ad una fase regressiva della conoscenza, ma una forma nuova, ibrida e fortemente soggettiva. Da leggere per fugare paure assurde ed anacronistiche sull'uso delle nuove tecnologie e dei nuovi media.