scheda libro
Una cura per la Terra
di Stewart Brand, edito da Codice Edizioni
Esplosione demografica, riscaldamento globale, inquinamento e urbanizzazione stanno cambiando il volto del nostro pianeta. Sono forze potenti, con conseguenze imprevedibili che potrebbero mettere a repentaglio la sopravvivenza della società così come la conosciamo oggi. Siamo insomma alle porte di una profonda trasformazione: il punto non è come evitarla, ma come affrontarla per evitare che ci travolga. E il modo migliore è lasciarsi alle spalle trent’anni di un dibattito pubblico troppo compromesso da ideologie e politicizzazioni e troppo poco informato, e dire le cose come stanno senza paura di essere ruvidi, scomodi, eretici. L’urbanizzazione è un fattore di sviluppo, e come tale va trattato. L’energia nucleare è oggi necessaria per liberarci dalla dipendenza dei combustibili fossili. Gli organismi geneticamente modificati non sono il “cibo di Frankenstein”, e potrebbero sfamare milioni di persone. La geoingegneria, la scienza che interviene a modificare il clima, non va demonizzata. Non si tratta solo del passaggio a una nuova ideologia: è un cambiamento più profondo, è il totale abbandono di qualsiasi ideologia a favore del più lucido e laico pragmatismo.
Commenti degli utenti

Non mi ha convinto del tutto ma mi ha fatto e continuerà a farmi molto riflettere. Stewart Brand usa argomenti molto convincenti, da ambientalista, per suggerire all’ambientalismo di oggi alcune sterzate nette rispetto a scelte del passato. Tre sono i mantra, tutt’altro che idelogici, decantati con dati, argomenti, citazioni e ragionamenti da Brand: il processo di urbanizzazione è un bene, il nucleare è un’arma (non l’unica) da giocare nel mix energetico e l’ingegneria genetica è una opzione da considerare e non rifiutare a priori. Per un ambientalista come me, cresciuto con il mito del no al nucleare, del no agli organismi geneticamente modificati, leggere Una cura per la Terra è stato un piccolo trauma, ma ci voleva. Brand ha ragione. Considerando il punto che abbiamo raggiunto rispetto ai cambiamenti climatici, non possiamo porci più il lusso di dire no a priori, né a nucleare, né agli OGM. Certamente il libro minimizza alcuni rischi e confida nella multinazionale in quanto entità buona, cosa tutta da dimostrare, ma coglie nel segno: dobbiamo guardare avanti a mente aperta, dialogando piuttosto che mettendosi di traverso. Il libro è ricco di tanti altri spunti. Cito solo quello finale sulla geoingegneria, scienza destinata ad espandersi e a diventare sempre più di attualità. Con questo termine Brand indica quelle opere, oggi ancora solo ipotizzate, di intervento diretto sulle dinamiche ecologiche del nostro Pianeta al fine di frenare i cambiamenti climatici, come la generazione di nubi sugli oceani, lo schermo solare con dischi lanciati nello spazio o l’irroramento degli oceani con ferro per far crescere alghe che fissino il carbonio. Interventi futuristici, neanche troppo, che richiederanno negoziati internazionali perché il loro impatto sarà internazionale a dir poco. Si aprono scenari affascinanti e ho già messo in cascina altri due libri sull’argomento, consigliati dall’autore. Il libro gode di annotazioni dell’autore pubblicate online e il sito è consigliato dallo stesso Brand per rimanere aggiornato sull’evoluzione dei temi del libro, tra l’altro ricco di risorse (libri, magazine, siti web) di approfondimento e discussione ulteriore di quanto scritto nel libro. Una cura per la Terra è il libro da leggere per chiunque si consideri ambientalista oggi e per chiunque abbia a cuore il tema dei cambiamenti climatici. Mi piace terminare questa recensione citando una parte finale del libro.
Luca conti • novembre 29, 2010 , voto 4/5Per scrivere il tuo commento:
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