David Peace, Ian Rankin e il Saggiatore

Accade a Mantova. Che organizzi una chiacchierata informale sugli ebook con un editore amico, che David Peace accetti e lì per lì coinvolga il suo amico Ian Rankin, forte di un documentario sul tema curato di recente per la BBC; e ti trovi a parlare di editoria digitale con due mostri sacri del noir. A Mantova, dopo 14 anni, e' ancora così.

David Peace. Nel pomeriggio aveva letto l'inizio di "Tokyo città occupata" davanti a 150 persone e ne sono rimasto estasiato; dal ritmo. Sembrava un rap colto, forte, tutt'altra cosa rispetto alla mia lettura personale che avevo fatto qualche giorno prima. Evidente che la parola, quella parola, ha molti significati: gli ho chiesto se c'è una strada che l'editoria digitale può aggiungere ai percorsi di quella parola. In realtà il suo atteggiamento verso il digitale e' serenamente distaccato; non possiede un ereader e non brama per averlo; scrive e basta, forse pensando alla carta. Ha 10 romanzi nel suo catalogo di scrittore e ha annunciato che non ne scriverà più di 12: il digitale, tutto sommato gli interessa poco. E' affare di scrittori di generazioni successive.

Ian Rankin. Stesso atteggiamento verso ciò che potranno essere gli scrittori prossimi venturi, ma molta più voglia di capire e di sperimentare. Dice che sono gli editori e non gli autori a doversi preoccupare del digitale; che gli autori hanno solo opportunità in più, probabilmente pagate meglio. Dice, sentite un po', che non ama particolarmente i DRM e che il vero DRM e' il prezzo: chissà se il suo editore italiano (Longanesi) si e' preoccupato di ascoltarlo a questo riguardo.

Luca Formenton. Ha scelto, come editore di David Peace, di mettere in vendita su bookrepublic l'edizione digitale di "Tokyo città occupata" prima di quella cartacea. "Il digitale non e' un'opzione per un editore, semplicemente c'è" e' l'approccio e questo spiega perché con il Saggiatore stiamo facendo molta sperimentazione. L'argomento più forte riguarda però la distribuzione: nel digitale il controllo della distribuzione da parte dei grandi gruppi editoriali è in discussione e ciò rappresenta una grande opportunità per gli editori indipendenti. Soprattutto perchè, finalmente, si può dialogare direttamente con i propri lettori.

Bookrepublic esiste per questo.

[caption id="attachment_599" align="alignleft" width="300" caption="D. Peace e I. Rankin. Foto di Luca Fumagalli"][/caption]

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