Dove vanno i lettori

Dove vanno i lettori

 

C'è un mondo della lettura parallelo a quello dei libri; lì stanno andando i lettori.

Social media. Sono un sistema interconnesso, fatto di canali ciascuno con una sua funzione, linguaggio, modalità di relazione con altre persone e di aggregazione delle community. Questo sistema è una piattaforma di publishing potente, personalizzabile e ci sono persone, chiamiamoli autori, che stanno sperimentando linguaggi, formati e strutture narrative raccontando storie. Ci sono altre persone, chiamiamoli lettori, che interagiscono con queste storie e ne danno la misura della popolarità, dell'interesse, della bellezza e delle emozioni che riescono a suscitare. Il mondo dei social media è fatto anche di queste storie, dei loro autori e dei loro lettori.

"Data driven storytelling". Come possiamo accettare che le storie che leggiamo derivino dai dati che riguardano altre storie precedenti e che misurano l'intensità, la quantità e la qualità delle interazioni con esse? Detta così sembra un obbrobrio. Ma sapere che cosa piace e cosa no alle persone che leggono in rete, chiamiamoli lettori, è un comodo strumento per la definizione di codici narrativi; e nella fase primordiale in cui siamo, non è un aiuto da poco. "Data driven storytelling" vuol dire per l'autore non solo avere la possibilità del confronto costante, diretto e immediato con i propri lettori, ma anche della misura di tale confronto: a molti ancora non interesserà, ma a chi scrive storie usando il sistema dei social media come piattaforma di publishing, chiamiamoli autori, probabilmente sì e molto.

Prezzo. Attenzione, però: questo mondo di storie è gratis e se i lettori di libri vanno lì, da qualche parte ci sarà un problema di fatturato. Assomiglia molto al fenomeno delle news gratuite, che ha messo in dubbio l'esistenza stessa dei quotidiani tradizionali. In realtà, due sono le grandissime differenze: innazitutto, il libro è una tecnologia ben più robusta rispetto ad altri media; inoltre, le storie nei libri e quelle nei social media non hanno nulla in comune dal punto di vista narrativo. Per questo si tratta di mondi paralleli: quello del libro, con la sua crisi di numeri, gli eccessi di produzione, le riorganizzazioni industriali, che verrà ridimensionato, ma troverà molto probabilente un suo equilibrio; e sarà un mondo che continuerà a vivere di volumi e di prezzi. E quello delle storie in rete, gratis, dove potranno nascere (personalmente ne sono convinto) modelli di business nuovi e sostenibili.

iPad, tablet e reader. Sono il luogo di incontro tra i due mondi paralleli; è dove il lettore può scegliere tra la storia contenuta in un ebook acquistato e pagato e la storia raccontata attarverso i social media. Ribadisco: sono storie che hanno pochissimo in comune, probabilmente proprio nulla. Ma a prescindere dai giudizi di merito su di esse, ci sono diversi casi in cui decine, centinaia di migliaia di persone (chiamiamoli lettori) interagiscono con una storia su Facebook; e io credo che il tempo dedicato a queste storie e l'appagamento dei loro lettori sia in parte sottratto alla lettura dei libri. Sono anni che Nielsen Bookscan registra cali di vendite dei libri in tutti i mercati dove effettua le rilevazioni. Penso che una delle cause sia questa: i lettori leggono storie anche fuori dai libri.

Ebook. Sono l'anello di congiunzione tra i due mondi. Contengono la trasposizione digitale di storie quasi sempre pensate per stare in un libro di carta. Ma vivono esattamente dove i due mondi qui descritti si toccano: sono l'occasione per l'incontro dei lettori con altre storie.

In conclusione, esistono due mondi di storie paralleli tra loro che si dividono il tempo dei lettori. L'errore è pensare a priori che i lettori di libri non li frequentino entrambi.

Commenti

1 Commento per "Dove vanno i lettori"
  • @granfondoversilia, 19/01/2014 09:00

    Io e mia moglie siamo dei lettori seriali, abbiamo la casa piena di libri dai quali ci riesce difficile una qualsiasi separazione, giunti alla saturazione degli spazzi, la soluzione logica ci è sembrata l'acquisto di due Reader; soluzione azzeccata, probabilmente perché già abituati entrambi all'utilizzo di supporti elettronici e quindi "lettori e autori" di storie sui vari social network. Continueremo ad acquistare anche libri, magari per titoli che non troviamo in rete o forse solo per ragioni "sentimentali", ma, pur essendo ormai "diversamente giovani", siamo convinti che le comodità che questo tipo di supporti offrono, conquisteranno un numero sempre maggiore di lettori.

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