I geni della truffa

I geni della truffa

«I sicari dell’economia», scrive John Perkins, «sono professionisti ben retribuiti che sottraggono migliaia di miliardi di dollari a diversi paesi in tutto il mondo. I loro metodi comprendono il falso in bilancio, elezioni truccate, tangenti, estorsioni, sesso e omicidi».
John Perkins era un sicario dell’economia. Il suo lavoro consisteva nel convincere paesi strategicamente importanti per gli Stati Uniti – Iraq, Indonesia, Panama, Arabia Saudita, Iran – ad attuare politiche favorevoli agli interessi del governo e delle corporation americane.
Ha tenuto nascosto il suo ruolo fino a che gli eventi dell’11 settembre non l’hanno convinto a rivelare il lato segreto della sua vita. Perkins, oggi, è un attivista per i diritti degli indigeni e per i movimenti ambientalisti.

Nella sua straordinaria autobiografia, avvincente come un thriller di John Le Carrè, Perkins ci racconta il suo cammino interiore da servitore dell’impero a sostenitore dei diritti degli oppressi.

Mel Weinberg, amante del gioco e delle donne, gran conoscitore delle debolezze umane, infaticabile bugiardo, ha saputo fare della sua unica arte, la truffa, un onesto capolavoro: iniziò a spacciarsi come funzionario della “London Investors”, una banca di fantasia, che concedeva prestiti in cambio del versamento iniziale di una quota non rimborsabile. Poi la banca rifiutava il prestito e Weinberg intascava il pagamento iniziale. La truffa fu scoperta e Weinberg fu arrestato nel 1977 in Pennsylvania per frode e associazione a delinquere. Weinberg decise di collaborare con l’FBI e partecipare a un’operazione sotto copertura che prendeva di mira trafficanti d’arte e piccoli delinquenti. Anche dopo i quattro arresti Weinberg decise di continuare a lavorare con l’FBI, che lo pagava tremila dollari al mese: nacque così l’operazione Abscam. 

Il reporter investigativo Robert W. Greene, due volte premio Pulitzer, ricostruisce con brio lo scandalo che ha messo nel sacco il fiore della politica americana grazie all'ostinata intraprendenza di una banda improvvisata di agenti e imbroglioni.

Jordan Belfort, telefonista di una società di brokeraggio geniale e temerario, ha imparato in un lampo l’ambigua arte di spostare mucchi di soldi e felicità e in pochi anni è diventato il broker più ricco e di successo sulla piazza, vera divinità di un mondo inquinato dai suoi stessi eccessi. La sua Stratton Oakmont è stata una delle compagnie di intermediazione finanziaria più spericolate d’America, con un fatturato di venticinque milioni di dollari a semestre. Ma anche in questa storia l'FBI ha un ruolo. 

Per scoprire tutto dei geni della truffa che, con esiti molto diversi - dalla crisi di coscienza agli show televisivi passando per la galera, hanno scalato la piramide economica del mondo, non perdetevi il percorso di lettura di oggi.

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