Il contenuto è l'interfaccia

Il contenuto è l'interfaccia

Scribd ha raccolto a gennaio altri 22 mln $ per lo sviluppo del controverso modello di abbonamento a un catalogo di libri. Vuol dire che qualcuno ci crede. Aerbook, dall’anno scorso, ha fatto cose molto interessanti per portare il contenuto dei libri più vicino ai lettori. Vuol dire che c’è chi pensa che un altro ecommerce dei libri  (e in generale dei contenuti) sia possibile.

Scribd è interessante perché ha 80 milioni di visitatori unici al mese che la usano per archiviare documenti: dispone di un potenziale molto grande di conversione in abbonati a cataloghi di libri. È interessante anche perché Harper Collins e Simon & Schuster hanno alimentato il catalogo in abbonamento sulla piattaforma (con la formula “all you can read”) con decine di migliaia di titoli (come peraltro hanno fatto con Oyster, anche se HC con un catalogo molto meno numeroso). È interessante, anche perché ha un core business che è una commodity e che funziona: non sta rischiando tutto su un modello a rischio. Infatti, ha raccolto 22 milioni di $ per lo sviluppo di un business model nuovo, incerto, perseguito da anni da diversi operatori in tutto il mondo e di cui si dice tutto il male possibile.

Ma Scribd è interessante soprattutto perché ha un’interfaccia utente che accompagna il lettore al testo molto bella. È questa (anche se vi si accede solo cliccando "browse" nel menù in home page); la copertina nella pagina prodotto è montata su un mockup, ci sono synopsis, reviews e related books (+ tutte le info social degli accessi a qul libro). Se poi si va su “start reading”, il cloud reader è un ambiente che accoglie, compreso il widget animato che ti illustra, la prima volta,  come usarlo. Nessuna funzionalità in eccesso, cose già viste, ma in un equilibrio e in una forma davvero notevoli.

La cosa interessante è che è un percorso che conduce alla lettura, non all’acquisto; e per condurre alla lettura deve portare diretto al contenuto. Il modello di abbonamento ha questo di bello: si basa su interfacce che non devono vendere un prodotto, ma offrire un’eccellente esperienza d lettura, che poi è il servizio che si vuole vendere.

Aerbook, che è innanzitutto una piattaforma di publishing diretto, ha lavorato negli ultimi tempi affinchè il contenuto dei libri raggiunga i lettori via feed e attraverso tutti i social network. In questo caso, il modello non è l'abbonamento, ma la vendita diretta e andando su "read now" si giunge a un'interfaccia del loro cloud reader più spartana, ma molto funzionale; e con un tasto ben visibile "buy now": siamo in uno store, la cui vetrina è il contenuto stesso, il testo che si sta leggendo. Il passaggio dall'home page al testo è immediato, il messaggio (e tutta la filosofia di Aerbook) è l'assenza di mediazioni tra contenuto e utente. Ciò è ancora più evidente in Aerbook Magazine su Flipboard, dove ogni pagina è una copertina, che conduce al testo e alla possibilità di acquisto. Aerbook è uno store potenzialmente presente ovunque nel web.

Il libro è un url accessibile e leggibile con un browser; e un cloud reader (nell'immagine l'interfaccia del cloud reader di Bookrepublic) è lo strumento che rende ciò possibile su qualunque device che non supporti esclusivamente sistemi chiusi (kindle). L'esperienza di lettura garantita da interfacce sempre più evolute e fortemente contestualizzata è una strada molto interessante per l'ecommerce del libro. In particolare, la possibiltà di mettere il contenuto dei libri o parti di esso nei contesti opportuni (un link sta ovunque), o "native commerce", può avere un impatto molto forte.

D'altra parte, se andiamo su Medium (oltre, ovviamente a Facebook, Twitter, ecc.) ci compare testo, contenuto; possiamo subito cominciare a leggere. Ci abiuteremo sempre di più a questo e non vedo come i libri possano evitare di adeguarsi. L'interfaccia è il contenuto.

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