Il futuro secondo Gareth Cuddy, il lettore-Hugh McGuire e l'alleanza Bookrepublic-Librerie.coop

Il futuro secondo Gareth Cuddy, il lettore-Hugh McGuire e l'alleanza Bookrepublic-Librerie.coop

Gareth Cuddy, fondatore e CEO di Vearsa (un importante distributore di ebook irlandese che ha aperto un anno fa una sede a New York e che recentemente si è riposizionato, oltre che come distributore, come società di dati e di analytics per gli editori) a me sta molto simpatico; è franco, diretto e senza tanti fronzoli.

E ha pubblicato un post di recente (ripreso da pianetaebook qualche giorno fa) in cui dice più o meno questo: la disruption in un settore industriale, secondo un modello di Sinofsky e Horowitz, ha inizio in 4 fasi; l'arrivo dell'evento che la scatena e che genera forti reazioni - per il libro, il lancio di Kindle; la sua accettazione da parte dei player tradizionali accompagnata da una crescita lineare - lo sviluppo del mercato degli ebook; la fase di convergenza tra il vecchio e il nuovo modello - quella che stiamo vivendo ora; la vera disruption, cioè la nascita di una nuova rappresentazione del business e di nuovi player rispetto ai quale gli operatori esistenti sono totalmente impreparati - questa fase, che per la musica Gareth fa coincidere con l'ingresso di Spotify, occuperà, secondo lui, il periodo 2017-2020. Quindi, occhio.

Mi vengono in mente due cose.

1. A differenza di Stati Uniti e UK, in Europa Kindle è arrivato insieme o addirittura un po' dopo iPad, la cui multifunzionalità ha portato la lettura dei libri accanto a infinite altre possibilità di lettura e di intrattenimento, informazione, formazione e comunicazione. In altre parole, la diffusione massiccia di device dedicati alla lettura di ebook è iniziata in Europa in un contesto molto diverso da quello di Stati Uniti e UK; il contenuto dei libri in formato digitale è stato subito messo accanto a molti altri tipi di contenuto, ha dovuto fin da subito farsi spazio tra una accanitissima concorrenza. Questo, secondo me, spiega sia il rallentamento del mercato degli ebook nei mercati anglosassoni, sia la crescita molto più modesta in Europa.

Oggi in Europa siamo sì nella fase di convergenza fisico-digitale, ma senza che il mercato degli ebook abbia avuto modo di svilupparsi come negli Stati Uniti e in UK in maniera solida e con una concorrenza già fortissima di altri contenuti da leggere disponibili in rete.

2. Un recente, altro, bellissimo post di Hugh McGuire, fondatore di PressBooks, che si chiede "Why can't we read any more?", descrive in maniera efficace che cosa significa "concorrenza tra contenuto dei libri e altri contenuti". E tra l'altro apre all'affascinante  prospettiva che proprio i libri, soprattutto per chi li conosce, possano essere l'antidoto a un overload di lettura. Basta, in fondo, un po' di disciplina.

Insomma, in questo momento, dobbiamo sia realizzare la convergenza tra contenuti cartacei e digitali, sia servire bene il lettore-HugMcGuire, che vorrebbe leggere più libri, ma è distratto da inifnite altre letture. L'accordo tra Bookrepublic e Librerie.coop nasce proprio su queste premesse.

Insieme vogliamo offrire e vendere lettura. Su qualunque supporto e in qualunque formato, cercando di rendere la lettura di un libro, che pure è unica e molto particolare, accessibile, vicina e immediata come la lettura di un post di qualsiasi tipo. Abbiamo appena cominciato, lanciando una nuova interfaccia che testeremo durante il periodo di Expo (che ne pensate?); lavoreremo a una prima idea di presenza digitale all'interno di una Libreria.coop a Genova in apertura il 24 maggio; testeremo forme di bundling e ne studieremo di nuove; utilizzeremo il nostro cloud reader per portare il contenuto dove sono i lettori anziché costringerli a venire da noi.

Siamo all'inizio, dateci buoni consigli.

Commenti

1 Commento per "Il futuro secondo Gareth Cuddy, il lettore-Hugh McGuire e l'alleanza Bookrepublic-Librerie.coop"
  • @rmarasco, 24/07/2015 17:58

    Sono convinta che il futuro sia uno store social, che riesca a incorporare alcune funzionalità di piattaforme come Goodreads, con un blog e nuove funzioni di ricerca dei titoli, che non si fermino ai generi, ma soprattutto che diventi uno spazio di scambio, dove potersi confrontare sui libri prima di comprarli. E dopo. Dove parlare di libri, insomma. La recente acquisizione di Writer's Dream va in questa direzione, credo.

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