Archivi della categoria: Conversazioni

È un momento meraviglioso, per essere autori: correte a scrivere!

«Penso che si debba avere una mentalità da uomini d’affari per diventare self publisher, oggi, perché bisogna diventare manager del prodotto della propria creatività, così come se ne è gli autori. Si devono assumere editor professionisti e grafici per la copertina, si deve capire come funzionano l’editoria e il marketing e mettere tutto quello che si impara in pratica. Si possono assumere professionisti per coprire molti aspetti, ma si ha anche bisogno di investire tempo, energia e spesso denaro per arrivare al prodotto di qualità che le persone desiderano comprare.

Amo la possibilità di avere tanto controllo e ...

Editori, tentate qualcosa di diverso!

«Uno dei problemi maggiori che vedo negli editori tradizionali di qualunque settore, è il desiderio di mantenere il mercato com’è. È comprensibile, certo: tutta questa storia del digitale è così nuova, incerta… e in tutta franchezza, la carta funziona ancora così bene per la gran parte degli editori. Ma, come osservi, tutto si muove con sorprendente rapidità. Chi si ostina a pensare “ma questo è il modo in cui lo abbiamo sempre fatto!” è destinato a rimanere indietro.

Può suonare duro, ma l’editoria (per come l’abbiamo conosciuta) non controlla l’atto del pubblicare così come faceva un ...

Vuoi fare il self publisher? Ti serve un piano

«Il self publishing è una grandissima opportunità per gli autori, oggi, ma non per tutti potrebbe essere la scelta migliore. Quando pensi che un autore dovrebbe intraprendere questa via?

Ci sono degli scenari specifici in cui il self-publishing è probabilmente la migliore soluzione, e ogni autore deve esaminare gli obiettivi e le risorse che ha a disposizione per inserirsi nel mercato, così da capire quale sia la miglior strada per se stesso.»

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Editoria, business da ingegneri

Interessante l'intervista a Victoria Barnsley, UK e International CEO di Harper Collins. "Non possiamo più continuare a pensare a noi stessi come editori di libri", ma piuttosto come "producers di contenuti multimediali". Passato e futuro: un futuro che dovrebbe essere già presente, vista la velocità del cambiamento.

Ma un futuro anche un po' incerto, perchè le strade possibili sono molte e per niente confortevoli; il passaggio da editori a producers non è banale e magari non è neanche l'unica trasformazione necessaria. Penso, ad esempio, alle opportunità che gli editori avrebbero nel vendere direttamente ai loro clienti finali, oppure ...

Classificare i libri in base alla copertina

Ci insegnano da sempre a non giudicare un libro dalla copertina e quando d'istinto ci capita di farlo, poi ci sentiamo in colpa. Ma chi i libri li fa, alla copertina dedica un sacco di cure che meritano la nostra attenzione:

"Le copertine devono somigliare a tre cose: al libro che racchiudono, all’editore che lo pubblica, al lettore che lo compra." (Riccardo Falcinelli)

Ecco allora che vale la pena interrogarsi sulla responsabilità che attribuiamo alle immagini di copertina rispetto ai libri che sono chiamate a rappresentare, su come può cambiare la copertina dello stesso libro al variare delle ...

Ebook in prestito: ha senso restituirli?

Qualche settimana fa, Penguin ha annunciato di aver disdetto l'accordo con OverDrive, la piattaforma di distribuzione che consente alle biblioteche (americane e non) di gestire il prestito di ebook. OverDrive non avrebbe comunicato ai retailer (in particolare ad Amazon) la necessità di avere un autorizzazione specifica da parte di Penguin per il prestito: l'utente di una biblioteca in possesso di un Kindle (o di un altro device) che richiedeva un prestito, lo riceveva di fatto da Amazon senza che OverDrive riuscisse a tracciarlo e a trasferire le informazioni a Penguin. Oltre a Penguin, anche i bibliotecari, com'era ...

Quale arma contro Amazon?

"Amazon ha bisogno degli editori più di quanto gli editori abbiano bisogno di Amazon." (An American Editor)

Amazon insegna ai lettori che non hanno bisogno delle librerie e agli autori che non hanno bisogno degli editori. Lo avrete sentito dire (New York Times). Risale almeno alla scorsa primavera la notizia che Amazon avesse cominciato ad assumere editor e agenti letterari. In particolare, l'ingaggio del veterano dell'editoria americana Laurence J. Kirshbaum ha segnato una svolta. Larry ha infatti subito portato a casa Timothy Ferriss: Self-Promoter del 2008 secondo Wired, oltre 280.000 followers su Twitter, star del self-help - uno ...

Supersantos

(Questa è la terza puntata di una rubrica - un tentativo di rubrica - che doveva essere un po' meno carsica, in teoria, ma tant'è. Abbiate pazienza.)

Ogni tanto le schede dei libri, le sinossi, non danno ragione del libro che descrivono. Succede.

(Io ricordo ancora la delusione provata per la bandella svogliata di Denti Bianchi, che non mi pareva corrispondere per nulla al libro che stavo leggendo.)

Nel caso di Cuore di cuoio, la scheda che circola fa difetto solo perché tronca, per motivi di brevità, l'aletta della prima edizione del 2004, scritta da Giulio Mozzi per l'uscita ...

Art Spiegelman e il futuro del libro

Le riflessioni di Art Spiegelman sul futuro del libro pubblicate in un'intervista per Publishers Weekly sono davvero di grande interesse. Artista, vincitore del Pulitzer con la grafic novel Maus, Spiegelman spiega il suo rapporto con il libro di carta e ciò che pensa del libro digitale.

Immaginando la scoperta di un libro di carta nell'umanità del 2300, immersa da qualche centinaio di anni in una cultura completamente digitale, suppone che la reazione potrebbe essere di stupore di fronte alle differenze sostanziali che passano tra l'oggetto fisico del libro per l'organizzazione dei contenuti e qualunque sua versione ...

La posta del cuore


[...] Un tale viene assunto con il compito di dare consigli ai lettori di un giornale. La rubrica è solo un trucco per aumentare la tiratura e l'intera redazione la considera uno scherzo. Ma per quel tale il lavoro è una manna, perché prima o poi potrebbe farlo passare a una rubrica mondana, e in ogni caso è stufo di fare il galoppino. Anche lui si rende conto che la rubrica è una cosa da ridere, ma dopo qualche mese la faccenda comincia a sembrargli meno buffa. Si accorge che le lettere sono quasi sempre suppliche umili e accorate di ...