1897

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  • Categoria libro:

    Letteratura

  • Anno:

    2015

  • Dimensione del file:

    1,1 MB

  • Protetto con Social DRM
  • Lingua:

    ita

  • Isbn:

    9786050408249

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Quarta di copertina


Nella città di Quarrata, in Toscana, esiste un vecchio ospedale. Questo ospedale, voluto e donato da un benefattore, Giovan Battista Caselli, alla cittadinanza, ha ospitato, all'interno delle sue mura, varie tipologie di attività socio sanitarie. Dal ricovero per ammalati e anziani all'inizio del 1900, a clinica all'avanguardia per la chirurgia negli anni cinquanta sessanta, per poi tornare ad essere un ricovero per anziani negli anni novanta. Poi politica e burocrazia hanno iniziato a mettere a frutto la loro incapacità, fino a rischiare di farlo diventare un rudere. Questa è la storia di un miracolo vero, avvenuto a cavallo tra il 1800 e il 1900. Poche sono le fonti e poche le tracce. Il testamento del Caselli, qualche cenno su cronache dell'epoca e, soprattutto, un fermento di solidarietà e senso civico che, sotto la spinta della contessa Gabriella Rasponi palletti, prende corpo in una lingua di terra compresa tra la piana pistoiese e le colline del Montalbano, culla di Leonardo da Vinci. La vivacità e l'incapacità di accettare la propria condizione di povertà da parte di una bambina, avviarono un processo a catena che sfociò nella presa di coscienza della forza solidale da parte di una società povera, retrograda e sfruttata. Piano piano, persone che non si conoscevano, ma che si riconobbero in un desiderio di fare qualcosa per migliorare la condizione della società in cui vivevano, decisero di intraprendere una battaglia con l'obiettivo di dare seguito ad un desiderio espresso dal Giobatta Caselli, il quale nelle sue ultime volontà indica proprio la costruzione dell'ospedale che dovrà portare sollievo ai suoi concittadini meno abbienti; non dimentica, il Caselli, di lasciare anche una cospicua somma di denaro per rendere fattibili le sue volontà. Alla fine, il comitato costituitosi, riuscirà a vincere la sua battaglia, dimostrando che con la tenacia e la consapevolezza di star facendo la cosa giusta, si possono raggiungere i risultati sperati. Il comitato " alviamo il Caselli" si è formato nuovamente nei giorni nostri, proprio con lo scopo di non permettere l'abbandono e la distruzione di un simbolo di cultura e civiltà per molte generazioni di quarratini. imboli che non sembrano essere priorità di amministrazioni, enti Locali e dei burocrati che ne riempiono i corridoi. Il completo disinteresse per il sentimento delle persone che vedono cadere, con questa crisi in atto, oltre che alle loro certezze economiche, anche i loro Totem, simboli di civiltà, non può far altro che aumentare lo sconforto e la rassegnazione verso un modo di amministrare la realtà che non pensa più al bene delle persone, ma solo al proprio tornaconto personale. A qualcuno sembrerà strano, ma c'è ancora chi non molla!

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