L’Arco trionfale voluto dal cardinale Scipione Borghese nel feudo di Montefortino

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Quarta di copertina


L’Arco Trionfale di ingresso al centro storico di Artena è l’opera più rilevante che il cardinal nepote Scipione Borghese realizzò, dopo aver acquistato nel 1614 il borgo di Montefortino, antico nome della città. Esso è parte organica della complessiva ristrutturazione della città, assieme al Palazzo Borghese, al Palazzetto del Governatore, all’Hosteria, e alle nuove case realizzate lungo la grande Rampa che permette di accedere alla Piazza Nova. In quest’opera il cardinale si avvalse di architetti di sua fiducia, in primo luogo il fiammingo Vasanzio, e di importanti maestranze, le stesse con cui realizzerà le opere romane: la sua residenza presso il Quirinale, oggi palazzo Rospigliosi, la chiesa di San Sebastiano, la Villa Borghese, il Palazzo presso il porto di Ripetta. L’opera di Scipione inserisce a pieno titolo Artena fra le principali città d’arte del Lazio.

Francesco Montuori, architetto, è fra i fondatori del GRAU, con i cui membri ha mantenuto nel tempo un forte legame culturale, pur nella diversità dei percorsi professionali. Tra principali progetti, vanno ricordati il Concorso per il Palazzo dello Sport di Firenze (1965), la palazzina Carpineti a Cori (1970); la Nuova Scena prospettica nel Teatro all’Antica di Sabbioneta, (1995); la riqualificazione del Giardino di Piazza Vittorio a Roma (1994) e il progetto per la sistemazione di Piazza dei Cinquecento (1985). Alla fine degli anni ’90 lavora al Piano di Ricostruzione del centro storico di Camerino, danneggiato dal sisma del 1997. Recentemente realizza il Museo Archeologico, intitolato all’archeologo Roger Lambrechts nel Granaio Borghese di Artena, inaugurato nel 2009. Nel corso della sua attività ha avuto l’occasione di esporre i suoi progetti presso la Biennale di Venezia nel 1980 e nel 1985; presso la Columbia University di New York nel 1982, nel Museo dell’Architettura di Francoforte e nel Museo di Castelvecchio di Verona nel 1987. Disegni e plastici del periodo 1964-1985 sono stati recentemente acquisiti dall’Archivio del Centre Pompidou di Parigi dove nel giugno del 2012 è stata inaugurata, su tali acquisizioni, la mostra “La Tendenza. Architectures Italiennes 1965-1985”.

Carla Giovannone, Restauratore di Beni Culturali diplomata ICR e laureata in Storia dell’Arte Medioevale alla Sapienza, è Funzionario Restauratore presso l’Istituto Superiore per il Restauro, Laboratorio Dipinti Murali ed Intonaci e docente della Scuola di Alta Formazione e Studio dell’ISCR per il corso di Laurea Magistrale in Restauro e Conservazione dei Beni Culturali (LMR/02) Superfici Decorate dell’Architettura. Svolge attività di restauro su dipinti murali e decorazioni in stucco, tra gli interventi conservativi di particolare rilevanza vanno ricordati: la manutenzione del Cenacolo Vinciano a Milano (2006), la ricomposizione del costolone della Basilica Superiore di Assisi (2006), il restauro dei dipinti murali della Domus Aurea-Ambiente 24 (2011), la progettazione e la direzione operativa del restauro sulle decorazioni della Galleria dei Carracci in Palazzo Farnese a Roma (2015). Opera anche su materiali lapidei naturali e sulle superfici decorate dell’architettura, tra questi vanno citati gli interventi nel complesso borrominiano di San Carlino alle Quattro Fontane in Roma quali i restauri della facciata laterale della Chiesa, del prospetto del convento, del campanile e cantonale e dell’interno della chiesa (1996-2000); la progettazione e la direzione dei lavori su alcune fontane di Villa D’Este a Tivoli come la Rometta e il Bicchierone (2006) e del restauro della facciata di Sant’Andrea della Valle in Roma (2008-2011). Non ultimo merita nota l’intervento conservativo in Israele sui materiali lapidei della Grotta dell’Annunciazione a Nazareth (2010).

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