La rappresentazione cartografica

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Quarta di copertina


Gli autori presentano le conoscenze fondamentali sulla cartografia sia tradizionale sia in formato digitale nei sistemi informativi territoriali. Le coordinate, gli elementi alla base della rappresentazione e dell'analisi spaziale, sono il tema centrale della trattazione: viene illustrato come sono definite, come si usano e trasformano, quali è opportuno usare. L'ebook fornisce le competenze necessarie a chi opera con carte e applicazioni GIS: urbanisti, ambientalisti, paesaggisti, geologi, archeologi, ingegneri ed architetti. È indicato anche per coloro che usano le cartografie e software in discipline che trattano dati con indirizzo geografico ed hanno la necessità di rappresentarli su carte: economisti, statistici, studiosi dei fenomeni territoriali. Il volume è dedicato in particolare a chi intende prepararsi ai test del Modulo 1 della certificazione ECDL GIS. Internazionalmente riconosciuta dalla ECDL Foundation come certificazione specializzata, è un punto di riferimento per poter dimostrare di possedere solide conoscenze di base nei GIS.

1 Commento a "La rappresentazione cartografica"

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  • @lucamarescotti, 05/08/2013 16:52

    Le motivazioni del libro sono implicite nel Laboratorio LABSITA della Sapienza di Roma e nella certificazione European Computer Driving Licence per i sistemi informativi geografici. Dal mio punto di vista vorrei collocare l'importanza di questo libro in un lungo percorso, conflittuale e contraddittorio, ma anche ricco di potenzialità, un percorso avviato negli anni settanta quando si intravvedeva la necessità di riprendere la cartografia come analisi e lettura metrica e simbolica del territorio, sollecitando la consapevolezza della progettualità che orientava le scelte della rappresentazione: la rappresentazione orientata dalla volontà di controllo e trasformazione dell'oggetto rappresentato, edificio o territorio. L'essenza fondamentale di questa consapevolezza consisteva nel disporre di una conoscenza strumentale per orientare le scelte, magari usando la sovrapposizione di carte e di retini per incrociare dati e attirare l'attenzione su criticità territoriali. In quegli stessi anni l'istituzione delle regioni in Italia apriva le porte al concretare almeno in parte le potenzialità della cartografia operando un passaggio strategico dalla conoscenza strumentale alla difesa alla conoscenza strumentale all'abitare in senso pieno: passarono pochi anni e le innovazioni tecnologiche dell'informatica sostanziarono quelle potenzialità. La potenza dei calcolatori supportava software sempre più potenti e amichevoli: i passaggi da calcolatori centrali a reti distribuite si accompagnavano alla scrittura di programmi per la manipolazione dei dati, l'incrocio delle informazioni, i passaggi di scale e le trasformazioni delle proiezioni. Le basi di dati sempre più complesse e articolate sostenevano l'avvento sistemi informativi alfanumerici georeferenziati multimediali. La storia è nota, ma la formazione professionale sembra essere stata troppo attenta all'uso amichevole di questa abbondanza tecnologica, perdendo il senso delle cose, guardando al risultato senza interrogarsi sulla correttezza di tutte le fasi del procedimento. Sempre più urgente appare dunque la necessità di ammodernare la formazione universitaria, aprendo a saperi interdisciplinari e transdisciplinari, sempre privilegiando la spiegazione dei fondamentali. L'ampiezza non distingue tra studenti e professionisti, e ne avverto le ragioni proprio proprio perché nella corsa alle esigenze del mercato l'ammodernamento del sistema scolastico di ogni ordine e grado deve dare un senso più profondo alle conoscenze di base, senza degradarle a mere nozioni, ma recuperando i fondamentali. Qui sta quindi una scommessa che riguarda l'ammodernamento consapevole di tutte le discipline e le professioni che operano con dati il cui significato e valore è legato intimamente alla sua posizione geografica. Il colloquio e la collaborazione tra professionisti, imprese e pubbliche amministrazioni richiede basi comuni.