Acque di Primavera

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Quarta di copertina


L’opera "Acque di primavera" parla d'amore. In questo racconto di Ivan Turgenev l'amore viene presentato come un sentimento forte, davanti al quale l’uomo è impotente, come lo è anche davanti alle forze della natura. Nei suoi romanzi e racconti degli anni Settanta Turgenev ha esposto soprattutto temi tratti dai ricordi del suo passato. Lo scrittore si è servito di materiale autobiografico per creare in questo racconto una nuova versione dell’uomo superfluo, di un nobile intellettuale che ha sprecato inutilmente le forze della gioventù. Questa è una storia d’amore e di tradimento di un russo all’estero dove il protagonista, prima si innamora inaspettatamente di una bella ragazza italiana che vive con la famiglia a Francoforte e poi, nello stesso inaspettato modo, la tradisce con una donna malvagia. Qui l’autore sviluppa un profondo studio delle emozioni umane di entrambi i temi del racconto: l’amore puro e di grande ispirazione da una parte e la passione cieca e avvilente dall’altra. In entrambe le parti del romanzo, Sanin il protagonista, è la stessa persona di carattere debole, e si comporta come gli uomini superflui delle prime opere di Turgenev. Sanin non ha idee nobili, è una persona mediocre, e lo scrittore misura la sua personalità usando come metro di giudizio l'amore. E in amore Sanin, come vediamo nel racconto, è una persona passiva. Sembra che il protagonista non sia neppure Sanin, ma il flusso della vita che lo incalza, senza dargli il tempo per riprendersi e pensare seriamente a quanto gli sta accadendo. Turgenev descrive il protagonista di "Acque di primavera" come una persona che non riesce nemmeno a stare fermo in una posizione, non è capace di definire lui stesso la propria vita, e per questo motivo segue la direzione del flusso e praticamente si scioglie nel flusso della vita. Il primo tenero amore per Gemma cede il posto alla divorante passione per Maria Polozova che lo trascina, senza fermarsi, verso il tragico finale dove lo attendono la promessa solitudine e la condanna allo strazio spirituale. Perché è accaduto tutto questo, nonostante l’eroismo che era in lui? La colpa è di Maria Nikolaevna? Sembra che Sanin sia diventato vittima delle circostanze, ma il grande scrittore ci fa anche capire che il protagonista non ha nemmeno cercato di padroneggiarle. Verso la fine del racconto si scopre che l'amore per Gemma è stato l’apice della sua vita, mentre il rapporto con Polozova ha delineato una “esistenza senza gioia”. Come sempre, Turgenev non ci rivela l’intero processo psicologico del protagonista, ma si ferma solo su alcuni momenti di crisi, e a quel punto tutti i sentimenti e tutte le emozioni che si erano accumulati nel suo animo straripano all’esterno tramite un suo sguardo, un’azione, un impulso.Non possiamo ignorare la forza poetica di Turgenev con la quale accompagna i vari passaggi della narrazione. La prosa di Ivan Sergeevič Turgenev, forse, è la più elegante e la più espressiva di tutta la letteratura russa classica. I paesaggi di Turgenev sono descritti in modo preciso e particolareggiato e, allo stesso tempo sono permeati di una poesia malinconica che stringe il cuore. La natura è presente e rafforza, con un fulmine o una pioggia, lo stato d’animo dei personaggi di “Acque di primavera”. Anche i fiori hanno il loro “linguaggio” nel racconto di Turgenev. La rosa rappresenta simbolo dell’amore tra Sanin e Gemma (basta pensare al cognome Roselli). Sanin stesso viene paragonato ad un melo, che nelle fiabe russe rappresenta il simbolo della vita, ma nelle scritture bibliche la mela è il simbolo della caduta nel peccato. Sanin fa la sua dichiarazione d’amore a Gemma nelle vicinanze di un cespuglio di lilla fiorito. E per un motivo ben preciso Turgenev associa alla Polozova i gigli di colore giallo. Il giglio, secondo le leggende, è il fiore della purezza, ma il colore giallo, scelto dallo scrittore, vuole ricordarci che abbiamo di fronte un elemento proprio della perfidia.Turgenev descrive con numerosi dettagli i suoi personaggi di “Acque di primavera”. Lo scrittore sceglie di esaltare la personalità di ciascuno di loro facendoli parlare lingue diverse: francese, italiano, tedesco, russo. Grazie a questa stilistica dell’autore, come anche alla descrizione sempre accurata e colma di particolari, leggere il racconto diventa un tuffo piacevole nel mondo dei suoi “attori”. Augurando buona lettura aggiungo solo che nel farci soffrire insieme ai suoi eroi Turgenev ci ricorda con insistenza che l'uomo ha sempre la possibilità di scegliere se restare incatenato alle sue debolezze o assecondare la forza del proprio essere.

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