Pepita Jiménez

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  • Categoria libro:

    Letteratura

  • Anno:

    2011

  • Dimensione del file:

    236,1 KB

  • Protetto con Social DRM
  • Lunghezza:

    129 pagine (edizione cartacea)

  • Lingua:

    ita

  • Isbn:

    9788857410289

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Quarta di copertina


Pepita Jiménez di Juan Valera traduzione a cura di Gianluca Armenzoni. Pepita Jiménez è forse il romanzo più famoso tra quelli scritti da Juan Valera, colto uomo di lettere spagnolo noto soprattutto come critico e saggista.L'autore ha scelto di dividere il romanzo in tre parti, combinando la forma di romanzo epistolare a quella tipica del periodo realista. La prima parte è occupata dalle lettere che il protagonista, Don Luis de Vargas, ricco ereditiere ma ormai deciso seminarista, scrive allo zio vicario, nonché sua guida spirituale. Luis si è recato in visita al paese natale, in Andalusia, dove però incontra una giovane donna, Pepita Jiménez, promessa sposa di suo padre Don Pedro, cacique del villaggio. Grazie alla prospettiva soggettiva delle lettere il lettore può leggere nell'animo del giovane seminarista e assistere al suo continuo cambiamento fino all'innamoramento della bella Pepita, nonostante gli avvertimenti dello zio e le sue decise rassicurazioni.Nella seconda parte del romanzo, intitolata Paralipomeni, il narratore completa i fatti avvenuti dopo che i due si sono innamorati, inserendosi come un vero e proprio narratore onniscente in terza persona. Così veniamo a sapere che dopo il primo bacio rivelatore, i due giovani si pentono del gesto compiuto. Pepita si chiude in casa e diventa irraggiungibile mentre Luis decide di anticipare la propria partenza. Ma grazie anche all'intervento della saggia Antonona, la domestica di Pepita, i due innamorati s'incontrano di nuovo e, dopo qualche momento di crisi, riescono a chiarirsi e a dichiarare il reciproco amore.La terza e conclusiva parte del romanzo contiene le lettere che il cacique Pedro ha spedito al fratello per tenerli informato sulla situazione di Pepita e Luis. Così sappiamo che i giovani sposi hanno intrapreso un lungo viaggio e messo al mondo un figlio e che ora vivono felici nella loro casa ornata di altari cattolici e di statue pagane.Nella vicenda narrata è chiaro il conflitto tra le aspirazioni individuali e l'adeguamento alle norme sociali. Sarà l'irrompere improvviso di un sentimento sconosciuto, l'amore, a costringere i due protagonisti a gettare la maschera e dare sfogo alle proprie, autentiche necessità personali. L'amore, in prospettiva platonista, è anche la molla che consente l'azione, rompendo gli indugi e l'isolamento nel quale i due giovani si erano costretti.Pepita Jiménez è il personaggio principale. Ella è una giovane di vent'anni ma già vedova poiché il vecchio zio che fu costretta a sposare è morto dopo pochi anni di matrimonio. Valera la descrive come una donna singolare, una vera propria eroina, dotata di una sensibilità e una pace interiore senza pari. Fisicamente attraente anche se non vistosa, così come discreto e il suo modo di vestire. Di Pepita colpiscono soprattutto le mani, sulle quali l'autore si sofferma più di una volta, descrivendole come bianchissime e affusolate?

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