Ballando ad Auschwitz

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  • Categoria libro:

    Storia, Biografie, Saggistica

  • Anno:

    2014

  • Traduttore:

    Alberto Cristofori

  • Dimensione del file:

    33,0 MB

  • Protetto con Adobe DRM
  • Lunghezza:

    352 pagine (edizione cartacea)

  • Lingua:

    ita

  • Isbn:

    9788858764480

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Quarta di copertina


Cresciuto in una devota famiglia cattolica nei Paesi Bassi, Paul Glaser, già adulto, scopre di avere origini ebraiche. Turbato da questa rivelazione casuale, Paul cerca di capire cosa è successo alla sua famiglia durante la Seconda guerra mondiale, il motivo di un silenzio così lungo sulla propria identità, e il motivo della misteriosa frattura fra suo padre e Rosie, zia di Paul.Rosie Glaser, ebrea non praticante, è una donna magnetica, sensuale, esuberante, astuta, innamorata del ballo che neppure quando i nazisti prendono il potere si spaventa, e anzi apre una scuola di ballo nell’attico dei suoi genitori, naturalmente illegale. Tradita dagli uomini di cui si fidava, arrestata dalle SS, finisce ad Auschwitz. Nel campo di concentramento è determinata a sopravvivere, utilizzando tutti i mezzi a sua disposizione, anche la sua passione per il ballo, anche la sua capacità seduttiva, messa a dura prova negli stenti cui è costretta. Delle milleduecento persone che sono arrivate con lei ad Auschwitz, solo otto sono sopravvissute. E tra loro c’è Rosie.Illustrato da una ricca selezione di foto, Ballando ad Auschwitz è insieme la cronaca di una indagine e di una scoperta che cambiano la vita di un uomo, Paul Glaser; e anche il ritratto di una donna straordinaria, segnata dall’amore, dal tradimento e dal coraggio.“E così ebbe inizio. Dovevo ballare sulla musica del giradischi. Impiegai un istante per decidere quale disco mettere, poi Kurt alzò la mano. Cadde il silenzio e io presentai me stessa e il ballo che stavo per eseguire. Era una mazurca. Prima lenta poi veloce. Eseguii tre danze differenti e dopo mezz’ora tutto finì. Nessuno applaudì, ma mi venne data una forma intera di pane come ricompensa e mi rispedirono alla mia baracca. A letto, quella notte, raccontai a Martha e a Rachel le mie avventure e condivisi il pane che avevo tenuto nascosto sotto i vestiti.”

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