02.02.2020. La notte che uscimmo dall'euro

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  • Categoria libro:

    Letteratura

  • Anno:

    2018

  • Dimensione del file:

    348,2 KB

  • Protetto con Adobe DRM
  • Lunghezza:

    128 pagine (edizione cartacea)

  • Lingua:

    ita

  • Isbn:

    9788858834404

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Quarta di copertina


2 febbraio 2020: è tutto pronto, il grafico incisore che ha avuto dal ministro dell’Economia l’incarico di disegnare le banconote della Nuova Lira ha finito, il punto di verde è perfetto. Verranno messe in circolazione a partire dalla mezzanotte. In ossequio al credo popolare sono stati abbandonati i poeti, gli artisti e gli scienziati: al loro posto le immagini degli eroi popolari e i martiri del governo sovranista. Il governo è in carica da un anno e mezzo, e ormai la maggioranza è costituita da un partito unico, il PSI – Partito Sovranista Italiano – frutto della fusione fra Lega, M5S, Fratelli d’Italia più spezzoni di Forza Italia e della sinistra. Per tener fede alle promesse elettorali il PSI ha scassato i conti pubblici. Così non c’era altro da fare che andare fino in fondo: uscire dall’euro mettendo in atto il piano B. Intanto la speculazione internazionale si stava già preparando e le corazzate finanziarie erano pronte ad affossare la borsa italiana. Così, la mattina del 3 febbraio, la borsa di Milano apre in calo del 14 per cento. I titoli bancari sono sotto del 30 per cento. Le banche hanno chiuso i bancomat, la fuga di capitali è immediata e imponente. L’inflazione comincia a galoppare, al ritmo del 4 per cento alla settimana. I tassi d’interesse esplodono, le imprese indebitate dichiarano bancarotta, i mutui vanno alle stelle. Il potere d’acquisto dei salari si riduce del 70 per cento nel primo mese. Il paese è in ginocchio. L’Italia sembra uscita da un’altra guerra mondiale e il debito pubblico ha fatto default. Si deve fare un decreto per vendere i monumenti agli stranieri. I cinesi comprano il Colosseo per 100 miliardi di euro, la Fontana di Trevi per 10 e tutte le opere della Galleria Borghese per 25. Gli americani acquistano in blocco gli Uffizi per 200 miliardi di dollari. I russi si prendono Pompei in cambio merce: le forniture di gas e petrolio all’Italia per venticinque anni. Ma l’impeto sovranista non si placa. Il governo nazionalizza tutte le industrie di armamenti e l’esercito viene mandato alle frontiere.

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