I futuri contingenti in Ockham

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  • Categoria libro:

    Saggistica, Filosofia

  • Anno:

    2014

  • Dimensione del file:

    150,0 KB

  • Protetto con Social DRM
  • Lingua:

    ita

  • Isbn:

    9788868854478

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Quarta di copertina


Ockham considera in accordo con la dottrina cristiana che Dio abbia una prescienza infallibile dei futuri contingenti.Pertanto sviluppa il suo punto di vista sulla verità e sui futuri contingenti e lo usa per risolvere i problemi sulla predestinazione e sulla prescienza di Dio. Qui però si presenta il problema del fatalismo. Per spiegare cos'è il fatalismo in una frase: se qualcuno ha agito in qualche modo doveva agire così; e se qualcuno agirà in qualche modo deve necessariamente agire così. Aristotele , nel De interpretatione, 9, argomenta così: ogni proposizione, sia concernente il passato sia concernente il futuro, è o vera o falsa. Si consideri la proposizione concernente il futuro: domanipioverà alle 7. Questa proposizione è vera o falsa. Se è vera niente potrà impedire che domani pioverà alle 7, se è falsa domani non pioverà alle 7 e niente potrà impedirlo. Quindi, se è vero ora e da sempre che domani pioverà alle 7, allora necessariamente domani pioverà alle 7; e se è falso ora e da sempre che domani pioverà alle 7, allora è impossibile che domani pioverà alle 7. Ockham, nel suo commento al De interpretatione,9, cerca di riportare in vita la contingenza, annullata nel mondo fatalistico e necessario generato dagli esiti di tale argomento, riflettendo sulle nozioni di modalità, verità e falsità. Le modalità in questione non sono logiche ma reali: 'piove' è contingente se e solo se 'piove' ha validità e 'non piove' ha validità ; 'piove' è necessario se e solo se 'non piove' non ha validità; e 'piove' è impossibile se e solo se 'piove' non ha validità. Da un lato, la validità è considerata causalmente: se qualcosa è sufficiente causalmente a favore di 'piove', 'non piove' non ha validità e 'piove' è necessario; ma laddove non ci sia sufficienza causale a favore di 'piove' e di 'non piove', entrambi hanno validità e 'piove' è contingente. Dall'altro, la contingenza è indeterminatezza ontologica, poiché laddove i contrari hanno validità, la validità di 'piove' non permane dopo che 'non piove' sia diventato realtà a tutti gli effetti. Quindi, Ockham asserisce che solamente gli eventi, le azioni e le relazioni passate sono necessari, non nel senso che i loro contrari siano logicamente impossibili, ma nel senso che le cose non possono andare più diversamente da come sono andate . 1 Ockham attribuisce ad Aristotele la visione della proposizione come ciò che può essere vero o falso a seconda della sua adeguatezza o non adeguatezza alla realtà. 2 Ma laddove le proposizioni sui futuri contingenti abbiano una doppia validità così deve essere anche per i loro valori di verità. 3 Dato che le cose (eventi ,azioni e relazioni) sono determinate o indeterminate solo in un istante prestabilito, allo stesso modo le proposizioni corrispondenti sono vere o false in modo determinato o indeterminato, non in modo assoluto, ma in un istante prestabilito.

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