Achille e la tartaruga che ride

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Quarta di copertina


Il lavoro si compone di racconti fantasiosi che hanno come argomento un filosofo e le sue “scoperte”. Conosciamo approfonditamente quello che hanno detto i nostri pensatori e continuiamo a studiarci intorno. Ma, al di là del contenuto, non sappiamo in quali condizioni abbiano elaborato le loro riflessioni. Condizioni di tipo personale, emotivo, esistenziale, ecc. Né potremo conoscerle mai seriamente. Possiamo però immaginarle, inventarle, a partire dalle riflessioni serie dei nostri, e dalle poche notizie che abbiamo di loro. Ovviamente la chiave con cui si sviluppa questa costruzione non può che essere ironica. Per ciascuno dei filosofi presi in considerazione, costruiamo un racconto che, partendo e comprendendo anche gli aspetti reali della loro vita e gli elementi “seri” del loro pensiero, li mescola con fantasie volutamente paradossali. Il racconto, preceduto da una brevissima annotazione circa il pensatore e il tema trattato, punta a mostrare il volto spiritoso della filosofia. D’altra parte, è l’occasione per rispolverare o accostare temi e personaggi della storia del pensiero. Proviamo a fantasticare sul noumeno e sull’essere, sul tempo e sull’asino di Buridano, come se fossero usciti dalla casualità di un evento spassoso. E che saranno mai questi raccontini un po’ fuori di testa? Potrebbero servire come favolette dall’effetto superTavor: il bimbo crolla subito nel più profondo sonno, se non altro per autosalvaguardare il proprio futuro mentale. O come lettura semiseria per chi è incuriosito dalla filosofia: alla fine (forse anche a metà) sarà felice di non aver perso tempo a studiarla, o sarà preso dal sacro furore di mangiarsela in un boccone. Potrebbero far imprecare il paludato accademico per la spudorata profanazione in atto o suscitare il sarcasmo del superpositivo sempre pronto a usare il martello pneumatico contro le fantasticherie. Potrebbero, forse, più semplicemente, essere lette per divertirsi un po’ e incuriosirsi degli argomenti seri che sono l’occasione dello scherzo.

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