2 Mogli, 2 Mariti e 1 Lampadario

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Quarta di copertina


Il desiderio è come un lampadario: muta tutto ciò che illumina. “2 Mogli, 2 Mariti e 1 Lampadario” è un ‘romanzo-allegoria’ del nostro bisogno di desiderare. È desiderando cose e persone che ci sentiamo vivi. E non ci basta mai. A volte ce ne vergogniamo e proviamo ad accontentarci di quello che già abbiamo, ma ci sentiamo come spenti se paragoniamo questo stato d’animo a quello che ci anima quando vogliamo qualcosa. Desideri o capricci che siano, è quella sensazione che stimola la nostra passione per la vita. Barbara, volubile e avvenente, è anche una tenera mamma. Alessio, suo marito, uno psicologo di successo. Glenda, ingenua e timida, è la regina delle casalinghe. Amedeo, suo marito, uno stimato avvocato. Le due coppie vivono il sesso in maniera opposta. Gli uomini si chiedono cosa c’è in fondo al cuore di una donna. Le donne vorrebbero tanto capire come pensano veramente gli uomini. Entrambi se ne fanno un’idea in base a quello che viene loro mostrato. Ma c’è molto di più. Osservando questi personaggi, spiandoli fin sotto le lenzuola, intrufolandosi nelle loro menti e soggiornando nei loro cuori, i mondi femminile e maschile diventano una cruda, meravigliosa e fragile vetrina di sentimenti. E quando la giovane e passionale Sonia irrompe nelle loro vite… Un romanzo introspettivo ma non pedante, con dinamiche di coppia e un pizzico di mistero. Un vero e proprio film proiettato sulle pagine di un libro in un gioco di prospettive con cui i personaggi, a turno, sfidano l’innata umana insoddisfazione.

1 Commento a "2 Mogli, 2 Mariti e 1 Lampadario"

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  • @ellegrazia, 30/06/2014 21:32

    Quando si fa dipendere la propria felicità dal possesso si finisce per essere sempre più infelici e si rischia di fare un gran pasticcio. Cosa c’entra questa mia riflessione con il libro? Forse nulla o forse tanto ma è stato il mio primo pensiero dopo averne terminato la lettura. Tutta colpa e merito del desiderio, croce e delizia dell’esistenza umana, tutti i personaggi di questa storia non fanno altro che desiderare. Due coppie, belle e variamente assortite, un marito psicologo che si arroga il diritto di insegnare la vita alla moglie insoddisfatta e l’altro marito avvocato che tratta la moglie come una mezza santa salvo poi concedersi ben altro con le altre. E poi c’è Sonia, apparentemente superficiale e disturbante, ma solo apparentemente perchè alla fine per lei mi è rimasta una grande tenerezza. C’è tutto per una storia banale, mogli e mariti, mamme e papà, bambini, soldi, amore, amanti, liti, sesso, tradimento, ordinaria normalità insomma. Per la prima metà la mia lettura si è basata sulla curiosità di sapere dove la storia sarebbe andata a parare, colpevole anche una struttura fatta di botte e risposte, alcune anche superflue, che non gradisco tanto ma confesso, questo è un mio limite. Però poi, ad un certo punto è cominciata l’apnea. E se trattengo il respiro mentre leggo è buon segno. Le riflessioni, l’introspezione dei personaggi, gli stati d’animo, anche i più dolorosi e devastanti raccontati così fluidamente e con semplicità hanno messo in ombra i dubbi suscitati dalla prima parte. Bravo Antonio, il tuo è un libro che viene fuori sulla distanza, parte piano e ha una fantastica volata finale, di gran lunga preferibile ad altri che hanno uno scatto iniziale e poi si fermano, si perdono e lasciano un senso di incompiutezza.