All’improvviso, un canto

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  • Categoria libro:

    Letteratura, Poesia

  • Anno:

    2010

  • Dimensione del file:

    685,0 KB

  • Protezione DRM FREE
  • Lunghezza:

    152 pagine (edizione cartacea)

  • Lingua:

    ita

  • Isbn:

    9788888786575

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Quarta di copertina


Nel primo libro di poesia di Antonella Ravagnan è contenuta una sua premessa che riportiamo integralmente: "Incontri imprevisti, fatti inusuali, amori quotidiani, fondi di tristezza o di dolore, gioia traboccante: li ho tenuti solo per me, per molto tempo ho scritto e tenuto là, nel cassetto. Ma negli ultimi due anni ho incontrato persone che hanno risvegliato in me il desiderio di aprire lo scrigno, dare aria alle carte e lavorare. Guardandole, lavorando con loro fianco a fianco, ho visto che ciò che per me era sogno e mi lasciava immobile, in loro era desiderio realizzato quotidianamente. Perché non provare allora anch’io a “dirmi” in una forma? Così… sgorga il canto… , che spesso nasce all'improvviso, da un'occhiata furtiva alla realtà, da un evento inaspettato, un sentimento più limpido del solito... non si può tacere a lungo una scoperta, l’amore, la bellezza, il dolore, lo stupore, il perdono, i fatti e la coscienza che zampillano da una vita vissuta intensamente. E poi… non sono mai stata capace di tenere a lungo i segreti. Con il presentimento e, a tratti, la certezza, che c’è un filo rosso che unisce i frammenti di vita. Cercando di guardare la realtà con l’intelligenza dell’implicito, alla quale il cuore semplice e leale non rinuncia, perché sa che, scava e scava, un brandello di Mistero lo trova sempre; guarda e guarda, prima o poi arriva un bagliore d’Infinito a ferirgli l’occhio e in un attimo tutto può apparire chiaro, amabile e vicino. Un uomo che cammina nel tempo è intriso di speranza, è certo del futuro, perchè certo del presente, certo di poggiare i piedi sulla terraferma, anche se intorno tutto è acqua. Tra il mare e la sponda c'è un basso fondale, umile e nascosto, che lega i contrasti in una misteriosa unità. La vita è un dramma, perchè sempre è rapporto tra un io e un tu, anche quando si vorrebbe scappare. Inevitabile incertezza è l'acqua, il continuo divenire delle cose, ma se c'è un tu, che non se ne va mai, i piedi poggiano sul basso fondale sicuro, anche se ricoperto dall'acqua. Chissà cosa potrà succedere ancora… la realtà supera sempre la nostra immaginazione. Mi scuso in anticipo per le parole ripetute una volta in più, ma nel bisogno di sentir ripetere la stessa musica, le stesse frasi, che rito umano! E’ il bisogno di certezza del bambino che vuole sentire la voce rassicurante della madre che canticchia le stesse canzoni, che ripete le stesse parole… “…ripetimi quella parola che un giorno hai detto a me, che mi liberò.” (Claudio Chieffo) Come dico spesso ai miei studenti quando leggono: “Attenti, perché chi ascolta sente quello che sentite voi, chi vi guarda, vede quello che vedete voi.”

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