Sfasciare il bambino non vuol dire farlo a pezzi

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  • Categoria libro:

    Famiglia, salute e benessere

  • Anno:

    2012

  • Dimensione del file:

    2,7 MB

  • Protetto con Social DRM
  • Lingua:

    ita

  • Isbn:

    9788897669289

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Quarta di copertina


"Dorme il riccio là nella piana/ dorme il talpino nella sua tana/ dorme lo gnu, giù nell’Avana/ dormi anche tu, porca puttana!" Una guida estrema di puericultura nata su Facebook e diventata già un must per le neo-mamme alle prese con i loro pargoli da zero a tre mesi. Consigli pratici, efficaci e intelligenti per affrontare tutti i momenti della vostra nuova vita da genitori, dal bagnetto alla nanna, dalla cacca al gioco. Un manuale, una garanzia. Perché? Ma perché è scritto proprio da una neo-mamma. Sull’orlo di una crisi di nervi.

1 Commento a "Sfasciare il bambino non vuol dire farlo a pezzi"

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  • @moreavelati, 28/01/2013 15:33

    Ecco, sei sul tram e non sai cosa fare. Ti aspettano 18 fermate prima di arrivare a destinazione. La musica che hai sull'ipod è sempre la sessa da anni! Potevo portarmi quel libro che sto leggendo, quello sulla guerra franco-prussiana che non riesco a finire nemmeno quando l'insonnia si impadronisce di me e real time replica per l'ennesima volta "sepolti in casa". Meno male che qualche giorno fa ho comprato il mio primo ibook. Sì, ho comprato un ibook anche se non possiedo un tablet, un ipad o un kindle. Gli ibook si possono facilmente caricare anche sull'iphone! come quando metti la musica, con il solito itunes. Ho iniziato a leggerlo un po' preoccupata di perdere la vista, invece no. Si legge benissimo anche sul telefono, è piccolo, maneggevole e soprattutto lo puoi tirare fuori in qualsiasi momento. Ne leggi qualche paginetta, poi arrivi a destinazione e lo rimetti in tasca. Arrivi alle poste e ci sono 47 persone daventi a te... niente paura, tiri fuori il tuo iphone e invece di giocare a Ruzzle, leggi ancora un pezzetto del tuo ibook. L'ho finito in fretta, nemmeno il tempo di arrivare alla fermata del 14 che mi porta al lavoro. E devo ammettere che forse la mia voglia di maternità si sta placando, meglio continuare a leggere per ora. Anche perché poi, quando il pargolo arriverà, prendere il tram e leggere il tuo ibook non sarà così semplice.