Prossima fermata: Highbury

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  • Categoria libro:

    Tempo libero, Sport

  • Anno:

    2012

  • Dimensione del file:

    216,3 KB

  • Protetto con Social DRM
  • Lunghezza:

    118 pagine (edizione cartacea)

  • Lingua:

    ita

  • Isbn:

    9788897924036

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Quarta di copertina


L'idea è questa: salire sulla metropolitana e scendere a tutte le fermate con uno stadio subito fuori. Raccontando le fermate dei tifosi, quelle create apposta per loro. Percorrere le strade che portano agli stadi: guardando, cercando, fantasticando, annusando tutto ciò che sa di calcio. Fuori dalla District Line, in corrispondenza di Gunnersbury o Upton Park, lungo la Metropolitan, da Wembley Park fino a Watford, e così anche per la Central Line, Victoria Line, la City Railway, e tutte le altre. Scendere, parlare con la gente, guardare una partita. Ecco il magazziniere di Wembley e il pendolare romagnolo, il tifoso della Roma e i bambini di Leyton, ma anche Gianluca Vialli, Damiano Tommasi, Gianfranco Zola. A Londra, il calcio non è un mare in cui ci si bagna durante la settimana: il pubblico vuole una bella giornata di calcio, ma dei lunedì e dei venerdì se ne frega. È questo che la rende intrigante.

1 Commento a "Prossima fermata: Highbury"

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  • @greison10, 22/05/2012 18:59

    Tratto dalla prefazione di Gianni Mura (ma è solo uno stralcio): <Ogni stazione del metrò è un punto d’arrivo. Lì c’è lo stadio, lì si scende e si raggiunge il proprio posto. Per Gabriella Greison è un punto di partenza, invece. Per osservare la zona nei dettagli, per fotografarla con gli occhi, per assorbire gli odori, i colori, i suoni. Per guardare le facce. Per immaginarsi una storia di fantasia. Per rivivere una storia vera, magari lontana nel tempo, come la prima finale di FA Cup tra Wanderers e Royal Engineers, 16 marzo 1872. Nemmeno c’è più lo stadio che suona come un nome di donna, Lillie Bridge, ma che importanza ha? Le storie sono fatte per essere raccontate. Ci sono calciatori reali (Tommasi, Vialli, Zola) e tifosi immaginati ma credibili, e pendolari romagnoli che s’incrociano in queste pagine. Che somigliano a una stazione del metrò, gente che va gente che viene, un fluire di varia umanità frettolosa, ma che il tempo di passare un’emozione lo trova. L’emozione: questo è il bello del calcio. Il bello del libro è che non ci si annoia. Good job, miss Greison>.