Le forme di lotta sindacale: dallo sciopero all'occupazione d'azienda

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  • Categoria libro:

    Diritto, Professionale

  • Anno:

    2012

  • Dimensione del file:

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  • Lingua:

    ita

  • Isbn:

    9788898006083

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Quarta di copertina


La presente pubblicazione si propone di effettuare un’indagine sia in prospettiva storica, sia con riferimento alla stretta attualità, in tema di strumenti di lotta sindacale. La trattazione si sviluppa lungo due direttrici principali: da una parte, si è tentato di definire il fenomeno dello sciopero in riferimento alla sua interpretazione giuridica nelle diverse epoche storiche in Italia, dall’altra, si è cercato di definire “in negativo” le forme di lotta sindacale diverse dallo sciopero. Si è perseguito l’intento di ricostruire, per grandi linee, il quadro giurisprudenziale che ha distinto le forme riconducibili nell’ambito della tutela ex art. 40 Cost. da quelle che invece non possono rientrarvi. All’interno degli strumenti di lotta sindacale diversi dallo sciopero si è operata un’ulteriore distinzione tra le forme di lotta che non consistono in un’astensione dal lavoro, come, ad esempio, l’occupazione d’azienda o il blocco delle merci e le forme che, invece, rappresentano delle “figure di confine” tra sciopero legittimo e inadempimento. In riferimento a queste ultime, si sono considerate altre forme di lotta che sono sempre al “limite” dell’inadempimento come lo “sciopero del rendimento”, lo “sciopero delle mansioni” o lo “sciopero del cottimo”. Si è cercato, quindi, di dare conto del ruolo fondamentale svolto da dottrina e Giurisprudenza al fine di distinguere di volta in volta le forme di lotta legittime da quelle che, invece, consistono in forme di inadempimento o addirittura in condotte penalmente rilevanti (ci riferiamo, ad esempio, al sabotaggio o al danneggiamento o, in alcune fattispecie, alla occupazione aziendale). Il nostro percorso di ricerca è stato indirizzato, tuttavia, anche ad un’analisi delle prospettive evolutive in materia. D’altra parte, in una fase di crisi economica che riflette i suoi effetti necessariamente sulle dinamiche occupazionali, le forme di lotta intraprese dai lavoratori si connotano sempre più per una transizione dal livello collettivo ad un livello individuale. Le forme di lotta estreme e i gesti eclatanti, cui si assiste sempre più di frequente, esprimono non soltanto la necessità di un ripensamento delle forme di rappresentanza dei lavoratori, ma anche la più alta necessità di riportare il “capitale lavoro” al centro dell’azione politica. Tale obiettivo si pone in modo prioritario non solo in ambito nazionale e comunitario, ma anche a livello “globale”, nella difficile prospettiva di una “globalizzazione” dei diritti dei lavoratori.

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