All'età di 57 anni si è scoperto poeta

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Quarta di copertina


Autobiografie di aspiranti scrittori, teneri poeti e artisti ribelli provenienti dal mondo della rete. QUESTO LIBRO Si dice che l’assassino torni sempre sul luogo del delitto. Nel 1998 pubblicai con Stampa Alternativa un millelire intitolato Scrittrice precoce a pochi mesi scriveva il suo nome, un libricino che raccoglieva alcune autobiografie di scrittori “non illustri”. Fino a quel momento, infatti, riuscire ad avere una panoramica sul fenomeno dell’editoria a pagamento era praticamente impossibile. Poi è arrivato il web. E il web, nella sua democraticità, ha subito accolto orde di scrittori incompresi ponendosi come luogo ideale per “pubblicare” racconti e poesie. Così, all’improvviso, è stato possibile mettere piede nell’esistenza di apprendisti elettricisti che nei ritagli di tempo scrivevano poesie delicatissime, di casalinghe la cui occupazione principale era quella di partecipare a concorsi letterari dai nomi improbabili, di poeti-benzinai “di bell’aspetto” che fra un pieno e l’altro tentavano di spacciare agli automobilisti la loro ultima silloge pubblicata, ovviamente, col contributo dell’autore. Quindici anni più tardi molte cose sono cambiate e oggi il democratico sogno (o incubo) del “tutti scrittori” viene incarnato dal self-publishing in una proliferazione esponenziale di titoli e autori fai da te ai quali è difficile dedicare attenzione, visto che ormai l’offerta supera di gran lunga non solo la domanda ma persino l’umana capacità di soffermarsi sulle cose. Sono tornato quindi sul luogo del delitto, per vedere che fine avessero fatto le scrittrici-panettiere e i poeti-commercialisti, per capire se ci fosse ancora qualcuno capace di scrivere un “romanzo d’avventure e d’amore nel mondo delle api”, per rispondere alla domanda: gli scrittori precoci esistono ancora? La risposta, per fortuna, è stata positiva. Certo, qualcosa è cambiato e oggi invece che in sconosciuti premi letterari o inverosimili presentazioni li troviamo impegnati a combattere contro i più elementari princìpi di formattazione di Word, o a dilettarsi con programmi di fotoritocco per dare vita a copertine che sembrano uscite da qualche circolo dopolavoristico. Ma la sostanza non è cambiata. Dentro di loro – dentro di noi – c’è uno scrittore che vuole uscire, un capolavoro letterario che vuole manifestarsi, una poesia che, quasi certamente, un giorno verrà inserita nelle maggiori antologie e studiata a scuola. Perché a differenza di quello che si potrebbe pensare gli scrittori precoci, oggi, non aspirano più alla semplice pubblicazione. Non più. Ai tempi del self-publishing aspirano direttamente all’eternità. “Mi chiamo R.L. e scrivo da quando avevo dieci anni. Ricordo che la prima cosa che ho scritto è stata una lettera ai presidenti Reagan e Gorbaciov.”

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