Giuseppe Civati

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L'Autore


Giuseppe Civati


Giuseppe Civati è una delle figure fondamentali della nuova generazione del Partito Democratico. Gestisce fin dal 2004 il blog politico Ciwati ed è stato individuato come uno dei “G20 Influencers” italiani dallo studio condotto dalla Burson-Marsteller sui dati di Klout, il servizio di social networking che offre analisi statistiche personalizzate sui social media. Consigliere regionale della Lombardia dal 2005 e membro della direzione nazionale del Partito Democratico dal 2009, dal 25 febbraio 2013 è deputato alla Camera. Su Twitter è @civati.

Io non mi adeguo

«Sandro Pertini, in una dichiarazione che fece epoca (era il 1974), teorizzò il dovere di non adeguarsi di fronte ai fatti legati alla cattiva politica e alla corruzione, anche se questo atteggiamento avesse portato a un indebolimento del ‘sistema’. Alla domanda: “Lei riesce, almeno, a farsi capire dai compagni del suo partito?”, Pertini rispose: “Mica sempre. Mi accusano di non avere souplesse. Dicono che un partito moderno si deve ‘adeguare’. Ma adeguare a che cosa, santa Madonna?”.Una risposta che mi è tornata alla mente molte volte, in questi mesi, e che nella memoria tendo ad avvicinare al diritto al dissenso che Ingrao teorizzò qualche anno prima, nel 1966, all’insegna di un altro motto di una qualche attualità: “Non mi avete convinto”. Anche se per quelli come me che sono arrivati “tardi”, queste tradizioni politiche e queste modalità possono sembrare antichissime, vale la pena di tornare indietro, per risalire la storia della nostra cultura politica perduta. E allora fate come me, non adeguatevi. Questi sono i miei 101 punti per raccontare quello che è successo, che sta succedendo e che succederà...»

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La misura della politica

“I politici devono essere indipendenti. Non dai cittadini e dal loro consenso, ma dalle logiche e dalle consuetudini. Devono essere critici (anche quelli di destra, non solo quelli di sinistra). Ed è per questo che la politica la si deve poter lasciare, anzi, la si deve proprio lasciare, a un certo punto. Perché la libertà ha un tempo. Poi passa." Pippo Civati risponde così al provocatorio appello alla sinistra fatto Marco Malvaldi nel suo Elogio dei mulini a vento: con un’appassionata difesa del ruolo della rappresentanza democratica. Ma anche con la constatazione che in Italia c’è anzitutto “un problema di proporzione e di misura” da risolvere: quello delle disuguaglianze e dei privilegi che riguardano in particolare il ceto politico e i suoi costi, esplosi nel momento in cui precipitavano i salari. Solo ritrovando una misura corretta, a partire dal linguaggio e dai programmi, la politica può riuscire a incanalare il vento del cambiamento anziché opporvi un muro di resistenza.

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