Giobbe - Bookrepublic

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Descrizione

Valida proposta di lectio divina per comprendere il libro e l'esperienza di Giobbe attraverso la riflessione e la preghiera. ESTRATTO DALLA RPIMA PARTE «IO GRIDO A TE, MA TU NON MI RISPONDI» «Io grido a te, ma tu non mi rispondi, insisto, ma tu non mi dai retta. Sei diventato crudele con me, e con la forza delle tue mani mi perseguiti» (Gb 30,20-21) Con queste parole di Giobbe – protagonista del libro omonimo, oggetto delle nostre riflessioni – possiamo sintetizzare il dramma di ogni persona, specie del credente, nel momento della sofferenza: non trovare risposta al suo dolore, non trovare un senso a quanto sta vivendo. Soprattutto, avere la sensazione che – al di là delle tante parole che gli giungono da amici e sapienti come consolazione – anche Dio sia assente, incapace di offrire ragioni per vivere nella sofferenza. È necessario che ogni persona passi attraverso questa fase di protesta e sperimenti la disperazione di sentirsi abbandonato dal Signore se desidera approdare all’incontro con lui pur vivendo ancora dolore, sofferenza, solitudine ed emarginazione. Ma chi è Giobbe? Perché la sua esperienza affascina da sempre credenti e non credenti che si sentono ben interpretati dal racconto che ne ha tramandato il suo vissuto? Come leggere il libro biblico che porta il suo nome? Non è facile rispondere a simili domande, perché – ci ricorda san Girolamo – «spiegare Giobbe è come tentare di tenere nelle mani un’anguilla o una piccola murena: più forte la si preme, più velocemente sfugge di mano». Destino inevitabile per un libro che è da sempre un monumento della letteratura mondiale, senz’altro quello che maggiormente ha il coraggio di narrare il dramma del soffrire umano, reso più acuto dal silenzio di un Dio che – dopo averlo causato per ragioni incomprensibili all’uomo – appare, a molti, incapace di trovarne una soluzione ragionevole. Eppure Giobbe affascina proprio perché ha il coraggio di far incontrare l’uomo e Dio nella sofferenza, offrendo così al credente motivi di autentica consolazione e di serenità, rendendo vivibile e sopportabile il suo dolore perché non più abbandonato a se stesso, ma in compagnia di quel Dio che lo ha creato e che ancora lo ama. 1. Problemi introduttivi al libro di GiobbeFormazione del libro La maggior parte dei commentatori ritiene che l’attuale libro di Giobbe sia il risultato di un lungo cammino (L. Alonso Schókel - J.L. Sicre Díaz, G. Ravasi, M.P. Scanu, A. Weiser...). Un racconto in prosa (inizio e fine del libro), forse già noto in forma orale fin dai tempi della monarchia (cf. Ez 14,14-20), è servito da cornice – probabilmente dopo il ritorno dal l’esilio babilonese (587-538 a.C.) – ai dialoghi tra Giobbe e i suoi Amici e all’intervento di Dio (secolo V a.C.). Infine, il libro è stato arricchito almeno da due serie di aggiunte importanti (secolo IV-III a.C.). Tale ipotesi circa la formazione del libro di Giobbe può essere così schematizzata. Questa genesi storica del libro di Giobbe è oggi messa in discussione sia da chi ritiene che i cc. 1-2 sia no «una rilettura apparentemente “ortodossa” della parte centrale del libro» – e quindi a essa successiva (del IV secolo a.C.) – ma che «dà ragione a Giobbe contro i suoi Amici» (T. Rómer), sia da parte di chi suggerisce una lettura unitaria e globale, rispettando la trama narrativa attuale e la forma finale del testo (così D. Attinger, M. Gilbert, H. Gross, L. Mazzinghi, D. Scaiola, W. Vogels), sia da chi ritiene che vi sia un unico autore dell’intero libro o almeno della sua sostanza (J.G. Janzen, T. Lorenzin), sia da chi ne offre una lettura spirituale come forma di lettura continua (L. Maggi, A. Spreafico) o tematica (L. Bellantoni, A. Rizzi, G. Witaszek). Il presente commento si ispira alla seconda posizione proponendo una lettura di tipo sincronico del testo attuale nella convinzione che «il libro come noi l’abbiamo sta o cade come un tutto letterario, perché questa è la sola forma che è giunta fino a noi» (LoRENZIN 73). Non va dimenticato, poi, che il libro di Giobbe appartiene a quell’insieme di scritti ispirati denominati «libri sapienziali» che si caratterizzano per una ricerca sincera e appassionata della sapienza (hokmah in ebraico) intesa come senso della vita («Come vivere per raggiungere la felicità?») all’interno di un mondo sensato («Secondo quali principi Dio fa funzionare il mondo?»). Il vivere rispettando «come» Dio gestisce il creato (cioè secondo la «teoria della retribuzione» che prevede il premio ai buoni e il castigo ai cattivi) porta alla felicità! È di fronte a un Dio e a una vita umana «ingessati» dall’immutabile e statico dualismo premio-castigo che si leva la contestazione sia di Giobbe che di Qoelet. Proviamo a delineare i tratti dello sfondo culturale e religioso in cui matura il libro di Giobbe.

Dettagli

Dimensioni del file

1,5 MB

Lingua

ita

Anno

2020

Isbn

9788825039320

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