Questa nostra storia

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Mario Tonelli

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Questa nostra storia - Bookrepublic

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Descrizione

La storia di Nicola e Marina, gli indiani come li chiamano gli amici, è ormai una lunga teoria di ricordi, che si perde nel tempo e nelle strade della città. Forse c’era già il bisogno di accudire tutti questi ricordi quando decisero di aprire la loro bottega di oggetti dell’arte indiana; e forse c’era già il desiderio che i loro di ricordi si mescolassero a tutti i ricordi degli altri abitanti della città, sconosciuti e non, che si muovevano per le strade del rione e che, per qualche misteriosa ragione, decidevano di fermarsi, anche solo per un breve istante, nella loro bottega.
L’India li aveva richiamati e li aveva sedotti trent’anni prima, quando erano due giovani studenti innamorati e appassionati. Al ritorno da quel viaggio nel tempo e nello spazio, decisero che la loro storia insieme sarebbe trascorsa in un luogo dove avrebbero proposto alcune delle meraviglie che gli artigiani di quel paese sono capaci di fabbricare. Lo trovarono, quel luogo, là dove la città è come un punto di passaggio tra la periferia e il suo cuore, tra realtà e memoria, speranza e illusione.
Eppure c’era dell’altro. Marina e Nicola sentivano che in quegli oggetti, nelle forme sensuali, ieratiche, orrifiche che dall’India giungevano in quella specie di porto metafisico c’era qualche cosa che andava oltre alla loro apparenza esteriore e alle sensazioni di stupore, di incredulità, o anche di semplice curiosità che suscitavano a coloro che si fermavano da loro. Marina e Nicola sentivano che insieme a tutte quelle meraviglie stavano accumulando storie. Forse lo avevano già percepito in una mattina afosa lungo le rive del Gange, nei ghat di Benares, alla vista del rogo che sembrava cancellare ogni traccia di quella che era stata una vita, inutilmente però, perché quell’umanità che si ritrovava ad ogni alba in quel luogo raccontava un’altra storia, che da quel fuoco distruttore il destino di un’anima si purificava, e si preparava ad essere accolta da una nuova esistenza. Nicola e Marina sentirono che quelle avevano bisogno di essere narrate, di essere condivise, magari comprese, ma non rimanere silenziose dentro quelle meravigliose immagini.
E poi c’era il ricordo di quegli anni, anni giovani e appassionati, anni di energia, idee, amore e lotta. Erano gli anni in cui Marina e Nicola si conobbero, all’università. Erano gli anni ’70. Tra i ricordi di quegli anni, c’era quel ricordo, che Nicola non poteva dimenticare: quel ragazzo che gli cadde ai piedi con la schiena a pezzi, in uno di quei momenti in cui le passioni di quelle giornate potevano superare il limite che non dovrebbe essere oltrepassato. Nicola si era fermato un attimo prima che accadesse l’irreparabile, ma sapeva che in quella deflagrazione di passione politica, che, in quegli anni, quando non univa poteva anche uccidere, in quella vampata c’era entrato anche lui, e che per questo non si poteva credere libero da colpe.
Un giorno, una bella e affascinante donna lascia nella bottega degli indiani due doni preziosi avuti da due persone importanti, ma che nonostante l’amore e la devozione che provavano per lei, inaspettatamente, l’abbandonarono senza lasciare traccia. I ricordi, anche quelli dolorosi, non possono essere lasciati nascosti: l’unica possibilità per esserne riscattati è quella di rimetterli in cammino, lasciarli ad un nuovo destino; anche donarli. Nicola e Marina decisero allora che oltre all’India e alle sue storie, nella loro bottega da quel giorno chi voleva poteva lasciare un oggetto e la storia che ne accompagnava il ricordo e, in cambio, prendere un altro oggetto e un’altra storia lasciata lì da chi aveva voluto trovare un riparo dalle tempeste della vita e della città, sia pure per un istante, nella bottega degli indiani.
Da quel giorno, nello spazio occidentale si accumulano oggetti e piccole storie, storie che a volte hanno dell’incredibile, altre volte fanno sorridere o intenerire, altre volte ancora commuovono. C’è la culla di Esmeralda, un’amica degli indiani; c’è una cinepresa con cui il padre di un futuro regista aveva voluto riprendere una bellissima giornata fuori città con la famiglia e gli amici, ma lasciando fuori da tutte le inquadrature il figlioletto; c’è un souvenir di New York, un termometro e un barometro con le fattezze delle torri gemelle di Luigi; e ci sono un paio di manette, parte della storia di Marina e Nicola, parte di quella storia che da quel giorno all’università aveva iniziato un cammino, che non si era ancora arrestato.
Nicola e Marina forse presentivano che aprendo quello spazio nella bottega, lo spazio occidentale, dedicato ai ricordi intimi, teneri, drammatici, incredibili avevano preso un appuntamento con quella terribile storia all’università, con il ricordo e con ciò che da esso si era alimentato. E un giorno arriva una busta con dentro un disegno anonimo, che era chiaro che era stato fatto tanti anni prima, che era chiaro che era il disegno di un bambino e che parlava di una storia terribile, da cui sarebbe seguito un cammino doloroso. Tempo dopo, la madre di Roberto, il bambino che Nicola e Marina avevano visto in braccio a lei il giorno in cui decisero di parlare con quel ragazzo caduto dalle scale dell’università, li va a trovare. E’ stata lei che ha spedito quel disegno; quel disegno contiene una minaccia: diventando uomo, quel bambino non era riuscito a vincere il dolore e la rabbia per un padre ridotto sulla sedia a rotelle e per quella storia che nessuno ha forse mai saputo tradurgli, e ha covato un desiderio di vendetta verso coloro che furono protagonisti di quella tragica giornata, un desiderio che è determinato a mettere in pratica.
La nostra storia è stata tradita, pensa Luigi, un amico degli indiani e l’anima politica del quartiere; ci ha tradito, insiste Luigi, come ha tradito quel povero mendicante che da giorni ormai ne elemosina le briciole seduto sul marciapiede di fronte alla bottega. Ma ora è forse arrivato il momento di riscattarla, di chiedere a gran voce che le cose cambino. C’è una grande manifestazione in città, una manifestazione di popolo contro la crisi e tutte le cose che non vanno. A Nicola sembra di essere tornato indietro nel tempo, a quando le passioni muovevano i cuori e i pensieri, e decide di andare. In quel pomeriggio di partecipazione e passione ecco che quella terribile storia iniziata tanti anni prima ritorna a mettere a segno il proprio destino. Il mendicante era in realtà Roberto che aspettava il momento migliore per colpire e vendicare. Colpisce Marina, che quasi soccombe. Anche Roberto aveva voluto, qualche tempo prima, lasciare un oggetto nel lato occidentale della bottega degli indiani, e prenderne un altro in cambio: la culla di Esmeralda. Nicola capirà che in quello scambio disperato c’era la storia di quell’uomo sofferente e ormai condannato e che, come sempre, come ha imparato dalle infinite storie che ha visto e ascoltato transitare in quegli anni, che le loro trame sono realtà tanto concrete quanto sfuggenti alla nostra volontà di contenerle e addomesticarle.

Dettagli

Categorie

Letteratura

Dimensioni del file

1,7 MB

Lingua

ita

Anno

2017

Isbn

9788826456218

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