Poesie dell'antica Provenza - Bookrepublic

FORMATO

Nessuna protezione

DISPOSITIVI SUPPORTATI

computer

e-reader/kobo

ios

android

kindle

€ 14,99

Descrizione

Dopo la lunga eclissi altomedievale, in terra di Provenza rinasce la poesia d’amore. È una poesia per musica, che i trovatori, come fanno oggi i rapper, adattavano a una serie di melodie riconoscibili. Ed è una poesia grande, ricca di temi, fascinosa, sensuale e spirituale allo stesso tempo. È di questa poesia l’invenzione della donna angelicata, venerata come una dea, servita come una regina.  Il poeta si dichiara vassallo della donna amata. Come faranno poi gli stilnovisti italiani e come farà anche Dante, i trovatori si dichiarano “servi d’amore”, scrivono ciò che l’amore gli detta dentro. E la lingua che usano è bellissima.
“Ben es mortz qui d’amor no sen al cor cal que dousa sabor!”
Scrive il più elegante dei trovatori, Bernard di Ventadorn.
“È proprio morto chi non sente nel cuore qualche dolce sapore d’amore!”.
E questi versi di Guglielmo IX d’Aquitania si possono considerare l’atto di nascita della nuova poesia:
La nostr'amor va enaissi
com la brancha de l'albespi,
qu'esta sobre l'arbr'en creman,
la nuoit, ab la ploi'ez al gel,
tro l'endeman, que·l sols s'espan
per la feuilla vert el ramel.
Il nostro amore va cosi
come il ramo del biancospino
che sta sopra l’albero, tremante,
la notte, alla pioggia e al gelo,
fino all’indomani, quando il sole si spande
tra le foglie verdi e i ramoscelli.

Dettagli

Dimensioni del file

123,0 KB

Lingua

fre

Anno

2020

Isbn

9788835821823

Informativa e consenso per l'uso dei cookie
Questo sito utilizza, fra gli altri, cookie tecnici, cookie di marketing generico anche di terze parti, cookie di profilazione di terze parti. I cookie servono a migliorare il sito stesso e l'esperienza di navigazione degli utenti. Per conoscere tutti i dettagli, può consultare la nostra cookie policy qui. Cliccando sul pulsante "Ho capito", accetta l’uso dei cookie.