I fondamenti della filosofia del diritto

di

Giovanni Gentile

Le Lettere

I fondamenti della filosofia del diritto - Bookrepublic

I fondamenti della filosofia del diritto

di

Giovanni Gentile

Le Lettere

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€ 12,00

Descrizione

L’opera fu pubblicata per la prima volta nel 1916 e successivamente, vivente il Gentile, conobbe 3 edizioni, l’ultima delle quali nel 1937. Fu tradotta in spagnolo nel 1942. Secondo il progetto elaborato tra gli anni Quaranta e Cinquanta dalla “Fondazione Giovanni Gentile per gli Studi Filosofici”, I fondamenti della filosofia del diritto costituisce il vol. IV delle “Opere Sistematiche” del Filosofo. In tale collezione fu pubblicato prima dalla Casa Editrice Sansoni e poi dalla Casa Editrice Le Lettere, sempre di Firenze. Inizialmente il volume raccoglieva un corso di lezioni, tenute nell’anno accademico 1915/16, per gli studenti della facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Pisa. Fu poi successivamente arricchito di nuovi capitoli, con saggi degli anni Trenta. Nonostante i diversi interventi, il volume ha una sua innegabile coerenza di fondo, utile altresì a comprendere la natura delle scelte politiche del Filosofo. Nella configurazione definitiva del volume il Filosofo spiega che lo spirito, in quanto farsi, non è semplicemente attività pratica, bensì attuazione della realtà morale. Il diritto, pertanto, non deve essere concepito come fatto, come ciò a cui necessariamente occorre adeguarsi, bensì, nella intrinseca relazione dialettica del valore teoretico con quello morale, come realizzazione dello spirito, quindi del bene. Pertanto l’individualità particolare non può che continuamente risolversi nella sostanza universale attraverso la volontà, la quale garantisce la libertà dell’atto del soggetto. La vera legge è, quindi, quella che veramente si vuole e che esiste in interiore homine e non inter homines. Ne segue che, allorché si dice che la forza è il principio del diritto, si deve intendere tale forza non come una coazione esterna, ma come ciò che liberamente si determina come obiettivo, per cui la legge che si vuole non può mai essere ingiusta. Di qui il carattere etico dello Stato, poiché il costume (ethos), in cui la moralità come universalità del volere si attua, diventa diritto, così come la vis etica organizza e sostiene la famiglia. Per tale aspetto, la volontà di un popolo coincide con quella dello Stato e tra Stato e politica non ci può essere distinzione, sempre in virtù della volontà di universalità che li costituisce. Così lo stesso Stato è, innanzitutto, in interiore homine.

Dettagli

Dimensioni del file

10,1 MB

Lingua

ita

Anno

2013

Isbn

9788860876065

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