Genesi e struttura della società

di

Giovanni Gentile

Le Lettere

Genesi e struttura della società - Bookrepublic

Genesi e struttura della società

di

Giovanni Gentile

Le Lettere

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Descrizione

L’opera fu pubblicata postuma nel 1946. Secondo il progetto elaborato tra gli anni Quaranta e Cinquanta dalla “Fondazione Giovanni Gentile per gli Studi Filosofici”, Genesi e struttura della società, che porta il sottotitolo Saggio di filosofia pratica, costituisce il vol. IX delle “Opere Sistematiche” del Filosofo. In tale collezione fu pubblicato prima dalla Casa Editrice Sansoni e poi dalla Casa Editrice Le Lettere, sempre di Firenze. Il volume fu scritto di getto, come ricorda la nota dell’Editore, tra l’agosto e i primi di settembre 1943 a Troghi (Firenze). L’Avvertenza del Filosofo porta la data 25 settembre 1943. Ivi Gentile precisa che lo scritto riprendeva un gruppo di lezioni tenute nell’anno accademico 1942-43 nell’Università di Roma sulla dottrina trascendentale del volere e della società. Il punto di partenza è il concetto di disciplina come governo del costume all’interno del processo etico. Pertanto la concretezza dell’individuo non è l’esistenza sensibile nello spazio e nel tempo, ma quella dell’essere che esiste nello spirito come autocoscienza. La realtà dell’individuo come socius conduce alla società trascendentale o società in interiore homines. Il volere come volere comune e universale è lo Stato, la cui volontà è diritto (pubblico e privato). Ma lo Stato non è mera economicità come avviene nel liberalismo e liberismo. Lo Stato, al contrario, ha un suo carattere religioso che scaturisce dalla moralità che gli è immanente. Lo Stato, pertanto, è storia in un processo in cui i cittadini si raccolgono nella comune res publica, attraverso il lavoro, il compito che ogni cittadino svolge. È la tesi dell’umanesimo del lavoro, il quale succede all’umanesimo della cultura. Il che implica che l’attività politica dell’uomo in concreto è e dev’essere la stessa attività etica. La visione dell’opera in funzione del tutto investe la riflessione sulla società trascendentale, la morte e l’immortalità, in cui il Filosofo rigetta ogni credenza sulla immortalità della particolarità e sostiene che la vera immortalità è quella del processo eterno dell’Io, il quale esiste nel suo attuarsi come universalità e infinità. In Appendice è collocato il saggio L’immanenza dell’azione, conferenza tenuta alla Sezione romana dell’Istituto di studi filosofici nel marzo del 1942.

Dettagli

Dimensioni del file

3,9 MB

Lingua

ita

Anno

2013

Isbn

9788860876102

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