G.FLAVIO,Antichità Giudaica XVIII

di

Angelo Filipponi

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G.FLAVIO,Antichità Giudaica XVIII - Bookrepublic

G.FLAVIO,Antichità Giudaica XVIII

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Angelo Filipponi

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Descrizione

Traduzione, commento e note di Angelo Filipponi Testo di Samuel A. Naber Ad una lettura superficiale, il XVIII libro di Antichità Giudaica sembra non avere una sua unità in quanto Giuseppe Flavio tende a raccogliere i fatti in una successione temporale, che vanno dal 6 d.C. (esautorazione di Archelao) al 24 gennaio del 41 (morte di Caligola). L’arco temporale descritto, essendo lungo, abbraccia avvenimenti, che riguardano la storia del giudaismo, visto nelle sue tre anime, palestinese, ellenistica e partica. Avendo Flavio una concezione unitaria del corpo giudaico, di etnia ebraica, pur nei diversi contesti, ne rileva, facendone una comune storia, la drammatica esistenza, leggendo le tappe di una tragedia, di cui sono segnati i momenti più cruenti, in una quasi cadenzata ricorrenza di sventure - da qui, forse, il mythos del lamed vau (del trentaseiesimo, destinato a versare il proprio sangue per la vita dei confratelli), della necessità dell’immolazione di un fratello per la salvezza degli altri-. La storia, dunque, descritta in modo ordinato come denuncia dei fatti, risulta anche apologia di un popolo grande, che vive diviso dal confine eufrasico, tra l’impero romano e quello partico, ma ha una comune religione e lingua. Il Diciottesimo Libro è, perciò, la risposta di uno storico ebraico di epoca Flavia, da una parte, polemica e da un'altra, apologetica, fatta secondo linee autorizzate dalla corte: entro questo schema, l’autore può, rimanendo ligio alle prescrizioni flavie, cercare di difendere, sempre in modo moderato, un popolo così vilipeso, così mal trattato, così sfortunato. Così scrivendo, Flavio fa una Storia-bibbia, da leggere ed interpretare in quanto lui stesso, in Autobiografia, ha indicato le chiavi di lettura, mostrando la sua scelta farisaica, pur rimanendo profondamente sadduceo e indicando se stesso come sophistes, cioè dottore, ermeneuta e profeta come Giuda il gaulanita. La sua pagina, perciò, non solo deve essere studiata, ma soprattutto deve essere letta secondo gli schemi sacerdotali e farisaici, le cui matrici, pur contraddittorie ed a volte oppositive, non permettono un’effettiva conciliazione se non in un giudeo di superiore cultura, corrotto e naufragato, oltre tutto, a contatto con l’ellenismo e con la romanitas, quiritaria, dominante nella corte flavia. La lettura perciò è mista (litteralis e spiritalis) da cui derivano due verità, una connessa con la realtà storica ed un’altra che va oltre i fatti, in una interpretazione di natura allegorica ed anagogica… Sul piano storico il XVIII sottende un messaggio di unificazione politica del giudaismo aramaico sotto il potere romano, mediante annessione dell’area giudaica partica, dopo la conquista dell’impero parto….

Dettagli

Dimensioni del file

9,0 MB

Lingua

ita

Anno

2011

Isbn

9788863692877

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