Grazia Deledda

Grazia Deledda nacque nel 1871 a Nuoro da una famiglia benestante ed esordì giovanissima pubblicando alcuni racconti per una rivista di moda. Riuscì a pubblicare il suo primo romanzo, "Fior di Sardegna", nel 1892 e un altro suo scritto, "Le vie del male" (in cui si precisano il suo stile, i suoi limiti regionali e i suoi interessi morali), fu ben recensito da Luigi Capuana. Nel 1899, si trasferì a Roma, dove l'ambiente favorevole favorì la sublimazione del folklore sardo dei suoi scritti in una certa atmosfera fiabesca, adattissima agli interessi psicologici e morali dell’autrice. Nel 1926 le fu assegnato il premio Nobel per la letteratura. Sospese tra Verismo e Decadentismo, le opere della Deledda testimoniarono in maniera molto chiara di questo passaggio, sia contenutisticamente che formalmente: dall’interesse per la cultura tradizionale sarda passarono alla vera e propria analisi psicologica, al cospetto della quale l’ambiente isolàno veniva trasformato in un puro e semplice sfondo.
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