Svetlana Aleksievič

Svjatlana Aljaksandraŭna Aleksievič, giornalista e scrittrice bielorussa di lingua russa, è nata a Stanislav il 31 maggio 1948. A seguito delle persecuzioni del regime del presidente bielorusso Lukašenko, ha dovuto lasciare il paese perché sospettata di essere un'agente della CIA. Attualmente vive in Francia, a Parigi. L'8 ottobre 2015 è insignita del Premio Nobel per la letteratura, "per la sua scrittura polifonica, un monumento alla sofferenza e al coraggio nel nostro tempo". Quattordicesima donna a vincere il Nobel, è la seconda persona di origini ucraine a vincerlo dopo Shmuel Yosef Agnon (1966). È stata cronista dei principali eventi dell'Unione Sovietica della seconda metà del XX secolo. Ha seguito in prima persona i grandi sconvolgimenti degli ultimi decenni e da alcuni dei suoi scritti ha tratto anche dei libri che, tradotti in diverse lingue, le sono valsi la fama internazionale. In particolare La guerra non ha un volto di donna tratta delle donne sovietiche al fronte nella seconda guerra mondiale; in Ragazzi di zinco si occupa dei reduci della guerra in Afghanistan. Incantati dalla morte tratta invece i suicidi in seguito al crollo dell'URSS e in Preghiera per Cernobyl' si occupa delle vittime della tragedia nucleare.
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