Educazione e libertà: 10 letture ultraortodosse

Monica Papagna ci guida nella sua passione tra ultraortodossi e mormoni, passando per la fantascienza fino a Medio Oriente e Asia

Nel periodo di lockdown ho visto la serie tv Unorthodox, la storia di Esty, una ragazza appartenente alla comunità Satmar, gruppo hassidico formato da discendenti europei delle vittime dell'Olocausto. La serie è ambientata a New York, nel quartiere di Williamsburg, a Brooklyn, una New York che risulta essere lontana da quella che conosciamo e che potrebbe, invece, essere in qualsiasi altro posto nel mondo, tanto è assente la contaminazione culturale con l'America. La comunità ultra-ortodossa chiede alle donne di rinunciare alle arti, alla musica e al canto, nel nome di un ruolo più importante da svolgere: quello di diventare madri. Esty, la protagonista, scappa dalla comunità e si rifugia a Berlino dove la sua salvezza arriva proprio grazie all'arte, in particolare alla musica. L'arte e la cultura, quindi, ci possono salvare. Con questa convinzione ho deciso di proporvi un percorso di letture che ha come tema comune le educazioni rigide - che isolano e costringono - a cui si può sfuggire solo attraverso cultura e conoscenza.

Una vita diversa

Ultima di 7 fratelli, Tara Westover, è nata in una famiglia mormone. Nessuno dei fratelli è stato registrato all'anagrafe, non vanno dai dottori, non leggono libri e nemmeno giornali, non sanno cosa succede nel mondo. La loro realtà è solo quella delle montagne dell'Idaho, la quotidianità è scandita dall'accumulo di provviste per sopravvivere alla fine del mondo, sicura e vicina, a cui solo i veri credenti potranno sfuggire. Allontanarsi dalla famiglia è difficile, ma non impossibile. E Tara scopre l'educazione, scopre i libri e l'università, viene supportata da un sistema scolastico che incoraggia chi, come lei, non ha avuto precedenti possibilità. Si può vivere una vita diversa, si può capire il mondo ed essere capiti da tutti, tranne, forse, dalla propria famiglia, che non può condividere la scelta dell'allontanamento. L'autobiografia di Tara Westover fa riflettere profondamente sui danni che può provocare l'integralismo religioso, è una lettura che lascia il segno.

Da leggere tutto d'un fiato

Ronit è la figlia di un rabbino di una comunità ultra-ortodossa dei sobborghi di Londra. Si innamora della sua migliore amica e scappa in America per lasciarsi alle spalle la comunità e quell'amore che non avrebbe potuto vivere. Anche Ronit trova la sua affermazione in un'arte, quella della fotografia, e proprio negli Stati Uniti riesce ad affermare se stessa. Torna in Inghilterra per la morte del padre, in una comunità che non riconosce, in un luogo che sente estraneo, dove però c'è l'amore della sua vita. Naomi Alderman, l'autrice, è davvero figlia di un rabbino londinese. 

Un cult della distopia...

Ci trasferiamo a Gilead, il nuovo Stato totalitario che ha sostituito gli Stati Uniti, un vero regime teocratico che ha come obiettivo quello di fare più figli possibili, in un periodo in cui tante donne sembrano sterili. Per ovviare al problema creano un sistema di sfruttamento delle Ancelle - le uniche donne ancora fertili - che vengono ridotte in schiavitù. Un racconto distopico che disturba per la sua brutalità. Impossibile non immedesimarsi in una donna dome Difred e non sentire il suo dolore. Ma anche nello Stato più repressivo c'è spazio per i sogni di libertà. Consigliata anche la serie tv.

... e il suo seguito!

Tutte le curiosità rimaste in sospeso ne I racconti dell'ancella trovano risposta ne I testamenti. Com'è nato Gilead? Come siamo arrivati a quel punto di non ritorno? Lo spiegano tre voci narranti, Zia Lydia e le due figlie di June: Nicole e Agnes, la prima e la secondogenita nata proprio a Gilead.

Un libro malinconico

Protagonista di questo libro è la figlia di un imprenditore ebreo, Batsheva, nata e cresciuta in America, dove ha potuto studiare e ha goduto di tutti i privilegi che hanno le ragazze libere. Per i suoi diciott'anni il padre decide di darla in sposa a un rabbino molto rispettato a Gerusalemme. Batsheva si ritrova immediatamente in una sorta di prigione, con intorno una comunità per niente propensa all'aiuto. Un libro malinconico sulla rinuncia delle proprie aspettative - sacrificandole per la famiglia - e sul coraggio che ci vuole per riprendere in mano la propria vita. Doloroso.

Un personaggio scomodo

Anche in questo libro la protagonista, Parele, è la figlia di un famoso rabbino. La missione è quella di sposarsi, ma il suo fidanzato, brillante studioso del Talmud, annulla le nozze. Ripiega su un uomo più modesto e la sua vita andrà diversamente da quello che avrebbe desiderato. Parele è una donna colta, in un ambiente che riserva la cultura solo agli uomini, e usa il suo cervello per cercare vendetta all'interno della sua società ultra-ortodossa. Una donna manipolatrice che ha potuto affermarsi solo tramando e calcolando. Un personaggio probabilmente scomodo e antipatico, che però trasuda tutta la frustrazione di vivere in un mondo chiuso.

L'amore per la lettura

Isobel Callaghan finge. Finge di essere meno intelligente di quello che è. Finge per sopravvivere a una madre che non la ama e apprezza, e si rifugia nei libri che si dimostrano essere il suo unico porto sicuro. Ha solo 9 anni, Isobel, ed è già una piccola ribelle che affronta un percorso di consapevolezza che la porterà a trovare quello che sta cercando. Un libro leggero, una lettura di poche ore piena di amore per i libri.

Un libro pieno di amore per la letteratura

Ci spostiamo in Iran, dove Azar Nafisi, docente universitaria, utilizza la sua esperienza per riflettere sulla condizione femminile attraverso la letteratura occidentale che spiega a sette delle sue studentesse più meritevoli. Un incontro alla settimana, di giovedì, e un libro proibito ogni volta: Lolita, Il grande Gatsby, Orgoglio e pregiudizio e tanti altri. Ogni volta le ragazze imparano qualcosa di nuovo e scoprono qualcosa in più su loro stesse, si emancipano proprio grazie alla letteratura, nonostante il regime totalitario che cerca di strappare loro tutti i sogni. 

Un libro coinvolgente, ricco di tradizioni e di sogni

Arriviamo fino alla Cina agli inizi del XX secolo, quando il vento dell'Ovest, quello della modernità, irrompe, si insinua e scombussola le tradizioni secolari orientali. Kwei-lan è una ragazza cresciuta con il solo scopo di fare la moglie ma – come spesso accade – il marito prescelto non è come se lo immaginava, ha studiato all'estero e ha una cultura completamente diversa dalla sua che, anzi, rifiuta completamente, rifiutando, di fatto, anche lei. Piano piano, per cercare amore dal marito, con coraggio si spoglia delle tradizioni per abbracciare un nuovo mondo e ottenere così l'amore che desiderava. 

Una piccola trasgressione

Shulem è un membro della comunità Skver, tra le più estreme e isolate degli Stati Uniti. Anche lui non conosce niente del mondo esterno, fa la sua vita, si sposa, ha cinque figli. Un giorno però si lascia andare a una piccola trasgressione: accende la radio. Questo gesto, per noi assolutamente banale, in lui scatenerà una rivoluzione. Inizia a frequentare la biblioteca e internet e di colpo tutto è a portata di mano, tranne la sua comunità che lo emargina e cerca di separarlo dai figli. Impossibile non parteggiare per la battaglia di Shulem, a favore della libertà di vita e di pensiero. Un insolito protagonista maschile.

Chi è Monica Papagna

Monica Papagna fotografa e scrive da tutta la vita per lavoro e per passione. Sulla sua pagina Instagram parla di tutte le sue passioni: il cibo, il cinema, i libri, le serie tv, i viaggi e le sue ossessioni del momento. Crea contenuti per le aziende, scrive sui giornali di carta, le piacerebbe fare sport ma finisce sempre in pasticceria.
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