Horror 101: 10 letture da brivido

Le origini e l'evoluzione dell'orrore in 10 letture consigliate da Gabriella Giliberti

Dracula è il padre

Se si parla di horror, o forse orrore vero e proprio, questo libro non può assolutamente mancare. Come si vedrà all’interno di queste scelte, la figura del vampiro è sicuramente ricorrente, perché mi sento legata visceralmente a lui. Dracula è il padre. Stoker segna le grandi origini di questa figura, più volte trasposta al cinema che ha segnato una vera e propria evoluzione del cinema horror legata alla figura dei vampiri: dall’espressionismo tedesco con Murnau, ai Mostri Universal, fino ad arrivare alla versione romantica di Coppola. Un libro imprescindibile per la letteratura gotica e horror. 

L'orrore per la prima volta

Quando ci si vuole approcciare per la prima volta al mondo del mistero e dei mondi fatti da orrori, dal doppio della natura umana, spesso ingannevole e marcia; personaggi tormentati, turbati da fantasmi e scheletri, Poe non può che essere la scelta migliore. Chiamiamola iniziazione, se volete. Io ho cominciato a leggere Poe quasi da bambina, favole dell’orrore che aveva la capacità di turbarmi nel profondo. Il suo stile poetico, affascinante e carismatico lascia sprofondare il lettore in una vera e propria spirale di suggestioni, tutte molto diverse. E ognuno di questi racconti ha la capacità di toccare corde profondissime dell’animo umano. Il consiglio è leggerli con la luce accesa.

Misteri, segreti e mostri secolari

Qui cresciamo decisamente di livello, di scrittura e anche di profondità di analisi dell’animo umano. Lovecraft è forse stato, con la sua scrittura e i suoi racconti, uno dei più grandi studiosi della mente umana, partendo proprio dalla sua di mente. Ambientato in Antartide, racconta quanto accaduto a una spedizione scientifica alle prese con reperti antichi milioni di anni. Misteri, segreti e mostri secolari popolano le pagine di un’avventura fantastica che metterà a dura prova non solo il senno degli sfortunati protagonisti, ma anche quello del lettore. Distinguere realtà da finzione? Sarà più complesso dopo questa lettura.

Il vampiro con un'anima

Secondo titolo, e neanche l’ultimo, legato alla figura del vampiro che non ho potuto fare a meno di inserire all’interno di questa mio personale percorso all’interno della letteratura horror. Anne Rice e le sue cronache dei vampiri, per me veri e propri romanzi di formazione. Mi hanno accompagnato durante l’adolescenza e mi hanno dato modo di approcciarmi e comprendere diversi aspetti e sfumature della vita: da un punto di vista culturale, religioso, sessuale. I vampiri della Rice vanno ben oltre la figura gotica del vampiro, sono più metafore di quella che l’insoddisfazione dell’essere umano. Il senso di potere che può darti tutto ma ti rende comunque infelice. Sono spettatori immortali, bellissimi e magnifici, di quello che è lo stesso spettacolo, ovvero la vita, ma non vi possono mai davvero partecipare. Il mondo muta, il loro aspetto no, ma la loro mente si. I loro sentimenti e la fame di approcciarsi al mistero della vita stessa. Intervista col vampiro è forse il più semplice del ciclo della Rice, eppure le suggestioni del genere, della letteratura gotica, del viaggio e della descrizione di questi personaggi ambigui, ibridi ed eterei, esce fuori in modo meraviglioso.

Paure primordiali

Molti conosco il film, l’iconico film di Friedkin, di questo titolo e ignorano il fatto che sia tratto da un romanzo. Un romanzo viscerale che prende in esame un caso reale di esorcismo, avvenuto nel 1949 nel Maryland (terra molto cara a un altro maestro dell’orrore). Una lettura che, oltre a farci scivolare negli orrori della povera Regan e facendoci perdere in quello che sembra essere un vero e proprio delirio tra fede e ragione, porta a interrogarsi su tematiche religiose e non solo. La figura del demonio, quella di Dio. Cosa ci rende soggetti a rischio di una “possessione” e cosa no? Blatty va oltre lo stereotipo della figura della possessione, ma scende più ad indagare nelle paure primordiali dell’essere umano, rendendo la possessione qualcosa di più metaforico e, probabilmente, anche più terrificante.

Per gli amanti delle storie di fantasmi

È una novella poco conosciuta, eppure credo che per l’approccio all’horror sia essenziale e imprescindibile. Dentro vi si trova di tutto: visioni, fantasmi, morti tornati alla vita. Il giro di vite possiede tutta la potenza evocativa del racconto gotico, oltre a giocare in modo assai originale con le percezioni del lettore. Infatti, chi narra la storia, che dovrebbe essere la guida di qualsiasi racconto, assume una forma poco attendibile e quasi ingannevole. Per gli amanti delle storie di fantasmi vecchio stile, ma che vogliono anche qualcosa in più, lasciandosi coinvolgere da una suspense sempre più coinvolgente, questo libro diventerà un must!

La mente umana e i suoi inganni

La serie tv Netflix di successo ha portato nuovamente alla ribalta questo racconto, ma ritornando a parlare di possessioni e storie di fantasmi, Hill House è un grande gioiello della letteratura di genere. Ciò che ho amato di questo libro è la caratterizzazione dei personaggi e la suggestiva descrizione degli ambienti, nonché l’inaspettato ma essenziale black humor con cui si colora il libro. Più si va avanti con la lettura, più ci si rende conto che il racconto assume le sembianze di una grande metafora: la potenza della mente ma anche la sua fragilità e come questa, da un’altra persona, possa venir influenzata. Non aspettatevi le stesse identiche cose che accadono anche nella serie tv, perché a parte qualche location e nome di personaggi, le cose sono un po’ diverse.

Oltre il genere

Terzo libro dove ancora una volta tornano i vampiri ma, e anche questa volta, in chiave completamente differente. Lasciami Entrare è un romanzo di una potenza viscerale. L’ho letto dopo aver visto il film (quello originale scandinavo) e ricordo che diverse emozioni si sono fatte largo dentro di me. Parliamo di un horror, non mancano quindi descrizioni dettagliate, crude e violente. Lo stesso scenario e comunità in cui viene ambientato non è certo rosa e fiori, anzi l’esatto contrario. Il ritmo è pieno, serrato e coinvolgente, ma ciò che più travolge del romanzo è il grande senso di solitudine: la solitudine di due bambini, diversi, opposti, ma destinati a trovarsi. È un horror di altissimo profilo che trascende il genere e, esattamente come i suoi protagonisti, chiede un atto di fiducia. Per questo… lasciatelo entrare nelle vostre vite.

L’uomo nero

Meraviglioso questo romanzo divorato in poche afose notti d’estate. Un romanzo che mi ha strappato letteralmente l’anima, in una scrittura che tanto omaggia Stephen King. Un horror per gli orrori che racconta: la sparizione di un bambino. Un thriller per come racconta questi orrori. Il senso di colpa. La crescita con uno straziante senso di colpa che divora l’anima, quello di un fratello più grande che ha perso il suo fratelli di vista, segnando la tragedia più grande che possa mai colpire una famiglia. Ma questo è solo l’inizio. L’uomo nero ha tanti volti, troppi volti, e spesso non è mai una sola persona. Lettura appassionante che ci porta a riflettere su situazioni del reale. Bambini spariti nel nulla, poliziotti con le mani legate e famiglie distrutte. Bellissimo!

Il maestro del brivido

Non poteva mancare il Re all’interno di questa selezione, altrimenti non sarebbe potuto essere un percorso horror completo. Stephen King ha all’interno dei suoi romanzi alcune tematiche molto care, come la paura e la morte che, al di là del genere, trascinano con loro sempre un doppio significato. Quando si parla di Pet Sematary si parla di lutto, si parla di genitori, si parla di figli. Come si spiega la morte ad un bambino? È da questa domanda che nasce la riflessione che ha portato King a scrivere questo romanzo. Un romanzo violento, brutale, che ci sbatte di fronte ad una delle più grandi paure: la morte di un figlio. Come si può sopravvivere alla morte di un figlio? Cosa siamo disposti a fare per annullare un evento così tragico? È una tragedia, e la follia che nasce da dolore che, a sua volta, nasce dal grande amore, a fungere da fuoco, da motore di azione di questo romanzo. Uno dei più belli. Uno dei più intimi. Uno dei più terrificanti.

Chi è Gabriella Giliberti

Critico cinematografico, Entertainment Editor e Web Content Creator. Cresciuta a cinema horror e operetta, si è laureata alla Facoltà di Lettere alla “La Sapienza” in ambito cinematografico con il preciso obiettivo di trasformare le sue passioni in mestiere. Ha continuato la sua formazione cinematografica conseguendo due diplomi in sceneggiatura presso la Roma Film Academy (ex NUCT) e il corso d’Alta Formazione in Sceneggiatura (ex RAI/script). Il suo cavallo di battaglia è il video live dal 2016. Capo Redattore della sezione Entertainment della testata Lega Nerd, per la quale gestisce due rubriche live su Twitch, oltre ad essere principale inviata a Festival ed Eventi occupandosi di interviste, recap live quotidiani e recensioni. Volto e giornalista delle testate Movieplayer e Multiplayer, dove gestisce più rubriche live settimanali su Twitch in ambito serie TV, horror, cinema e videogiochi. Sempre del network NetAddiction di cui fanno parte le già citate testate, collabora con il magazine femminile Bigodino. In passato ha collaborato come video giornalista per “Ciak Gulp” programma andato in onda nel 2018 su Rai Gulp e Cinecittà Luce Magazine. Da oltre un anno ha un suo canale Twitch in piena crescita, dove si occupa principalmente di cinema, libri, videogiochi e pop culture.

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