Primo Levi

Primo Michele Levi nacque a Torino nel 1919 da una famiglia di origini ebraiche. Durante l'Università, dove frequentava il corso di laurea in Chimica, entrarono in vigore anche in Italia le leggi razziali del 1938, leggi che provocarono molti disagi alla sua vita universitaria e lavorativa, costringendolo a trasferirsi a Milano. La sua appartenenza al Partito d’Azione clandestino, di natura antifascista, lo portò all'arresto nel 1943, al trasferimento nel campo di Fossoli e poi, nel 1944, alla deportazione nel campo di sterminio di Auschwitz, dove vi rimase fino alla liberazione. L’esperienza nel campo di concentramento lo sconvolse fisicamente e psichicamente, portandolo al racconto dell’incubo vissuto attraverso memorabili opere come “Se questo è un uomo”, “La tregua” e “I sommersi e i salvati”. Muore nel 1987 cadendo dalla tromba delle scale della sua casa di Torino: non è mai stato chiarito se si trattasse di suicidio.
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